Matrioska
Chi vuol vivere a Chiasso?
La trasmissione torna sul tema dell’asilo dopo la visita della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Ospiti di Marco Bazzi Bruno Arrigoni, Daniela Piccaluga, Anna Biscossa, Moreno Colombo, Piero Marchesi, Giorgio Fonio, Renzo Galfetti e Don Gianfranco Feliciani.
Redazione
08.11.2023 09:53
“Chi vuol vivere a Chiasso?” Il titolo della
puntata di Matrioska riprende la
frase del presidente dell’UDC svizzera Marco Chiesa, che nei giorni scorsi alla
Tv svizzero-tedesca, riferendosi alla questione “asilo”, ha affermato “nessuno
di voi vorrebbe, oggi, vivere e abitare a Chiasso”. Una frase che, ovviamente,
non è piaciuta a Bruno Arrigoni. Proprio il sindaco sarà tra gli ospiti della
puntata nella quale faremo il punto sulla situazione dopo la visita della
consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider che, sempre
riferendosi alle parole di Chiesa, ha detto “vivrei molto volentieri a Chiasso,
non solo per il clima ma perché sarei ben accolta. Mio marito sarebbe molto
contento, persino più di me”.
Gli ospiti
Oltre ad Arrigoni,
ospiti di Marco Bazzi sono il deputato leghista Daniele Piccaluga, l’ex
granconsigliera socialista Anna Biscossa, l’ex sindaco di Chiasso Moreno
Colombo, il presidente cantonale dell’UDC Piero Marchesi, il deputato del
Centro Giorgio Fonio, l’avvocato Renzo Galfetti, e il parroco di Chiasso Don
Gianfranco Feliciani.
Le rivendicazioni
Lunedì i sindaci dei Comuni
del Basso Mendrisiotto e i rappresentanti del Consiglio di Stato (il presidente
Raffaele De Rosa, Norman Gobbi e Claudio Zali) hanno ribadito le rivendicazioni
del Ticino e della regione. La ministra ha risposto che comprende le
preoccupazioni delle autorità e della gente, ma che per ora non ci sarà alcuna
modifica nella ripartizione dei richiedenti asilo e nessun inasprimento
immediato delle misure disciplinari. “Non si può trascurare che
parte della popolazione ticinese lamenti un sentimento di insicurezza. Se i
commercianti sono vittime di furti, le donne non si sentono sicure sui
trasporti pubblici e i poliziotti vengono feriti – ha aggiunto riferendosi ai
recenti fatti di cronaca - bisogna adottare misure di sicurezza e di
prevenzione”.
Le misure
Baume-Schneider ha
incaricato la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di potenziare le
misure di sicurezza e di prevenzione, aumentando pattuglie e personale, ma
anche promuovendo programmi occupazionali in collaborazione con i Comuni. “Non posso fare grandi promesse, ma cercheremo di capire come migliorare la
situazione”, ha concluso la consigliera federale, assicurando che tornerà in
Ticino a inizio 2024 per valutare nuovamente la situazione.
L’attacco di Bernasconi a Keller-Sutter
Intanto, martedì,
LaRegione ha pubblicato un’opinione dell’avvocato Paolo Bernasconi uscita sulla
Tribune de Genève, nella quale, affrontando il tema della proroga dei “permessi
S” per i rifugiati ucraini, attacca la consigliera federale Karin
Keller-Sutter. “Quand’è che i rifugiati ucraini in Svizzera saranno rinviati
sotto le bombe russe? Questa domanda potrebbe sembrare piuttosto macabra”,
scrive. Ebbene, aggiunge, è proprio la domanda che la consigliera federale ha
sottoposto alla Segreteria di Stato per la migrazione (Sem). E spiega: “Il 29 settembre il Consiglio federale approva e pubblica il suo
piano di rimpatrio verso l’Ucraina. Ma il 14 ottobre l’Ue proroga la validità
dello Statuto S fino al 4 marzo 2025. Pertanto, il Consiglio federale deve
rinunciare al suo piano. Ma lo fa soltanto due settimane più tardi, il 1º
novembre. Due settimane di angoscia per i rifugiati ucraini, che si aggiunge a
quella per i propri cari in guerra e sotto le bombe russe”. Come si può definire la messa in esecuzione del rimpatrio di circa 70’000
donne e bambini vulnerabili che hanno trovato rifugio in Svizzera? conclude
Paolo Bernasconi. “Come si può definire la volontà di farne le vittime dei
bombardamenti russi e della deportazione dei loro figli minorenni in Russia? È
soltanto crudeltà. La crudeltà fa parte dei valori svizzeri?”.

