Matrioska
Il woke e il Ticino
Dalla polemica sui "Mori sbiancati" alla levata di scudi contro l’Educazione allo sviluppo sostenibile, la “materia trasversale” che si sta discutendo a livello federale. Ecco gli ospiti del dibattito.
Redazione
28.02.2024 06:18
Che c’entra la polemica sui "Mori sbiancati" con l’Educazione allo sviluppo
sostenibile, la "materia trasversale" che si sta discutendo a livello federale?
C’entra nella misura in cui, in entrambi i casi, i critici parlano di
infiltrazioni ideologiche, e di “cultura woke”. Il termine inglese, che
letteralmente significa “sveglio”, arriva dall’America ed è entrato nel
linguaggio politico anche in Europa, usato da chi si oppone al dogmatismo
intollerante nei confronti delle idee che vanno contro le moderne sensibilità
sulle questioni delle minoranze e dei diritti civili. C’entra anche, la polemica sui ‘Mori sbiancati’ con l’Educazione allo
sviluppo sostenibile, perché l’idea di rinunciare al “black-face” alle
Processioni storiche di Mendrisio è nata, come ha affermato il presidente della
Fondazione, Gabriele Ponti, durante “la preparazione del dossier per la
candidatura UNESCO: le tradizioni viventi includono tutti e sono inclusive
nella sensibilità di ognuno”. E L’UNESCO è l’organo delle Nazioni Unite competente per l’Educazione
sostenibile. Obiettivo: garantire entro il 2030 che le nuove generazioni
acquisiscano conoscenze e competenze necessarie nell’ambito dei diritti umani,
della parità di genere, della promozione di una cultura non violenta, e via
dicendo.
La levata di scudi
Ma contro il nuovo Piano Quadro per le scuole di maturità proposto dalla Conferenza dei direttori della pubblica educazione - l’organo che riunisce i “ministri” della scuola dei Cantoni elvetici – che dovrebbe entrare in vigore già a partire dal prossimo anno scolastico, c’è stata oltre Gottardo una levata di scudi, alla quale ha dedicato un approfondimento il Federalista.ch, intervistando anche il presidente del sindacato docenti OCST, Gianluca D'Ettorre. “Non si tratta – ha scritto la SonntagsZeitung - solo di proteggere il clima e la biodiversità, ma anche di combattere il razzismo, le ingiustizie sociali ed economiche o l’ingiusta distribuzione tra i sessi”. Titolo del domenicale del Tages Anzeiger: “Scuole sature di ideologia”.
I libri di Vannacci e Feltri
Tra l’altro, nota a margine, il là sull’educazione allo sviluppo
sostenibile, è venuto da un postulato dell’ex consigliere nazionale Marco
Romano (che alla Processione del Venerdì Santo impersonava Gesù e portava la
Croce). L’allora deputato del Centro l’aveva però limitato alla
sensibilizzazione ambientale, chiedendo al Consiglio federale di “promuovere un
piano d’azione nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile a livello di
scuola obbligatoria”. Intanto, mentre il generale Roberto Vannacci è sotto inchiesta a Roma per
istigazione all’odio razziale a causa di alcuni passaggi del suo controverso
“Il mondo al contrario”, nelle librerie c’è un altro saggio che promette
faville: il giornalista Vittorio Feltri ha pubblicato “Fascisti della parola”,
un j’accuse contro il "politicamente corretto" e la cultura woke. Intervistato
dal domenicale del Corriere del Ticino, la Domenica, ha spiegato le sue idee
senza peli sulla lingua: “Non si può essere così imbecilli da fare la guerra al
dizionario”.
La puntata
“Il woke e il Ticino” è il titolo della puntata di Matrioska andata in onda ieri sera su TeleTicino. Ospiti di Marco Bazzi sono stati Alessandro Speziali, presidente PLR,
Giovanni Jelmini, già presidente Centro-PPD, Arianna Lucia Vassere,
associazione LGBTQIA + Imbarco Immediato, Claudia Crivelli Barella, capogruppo
L'Alternativa Consiglio Comunale Mendrisio, Manuele Bertoli, già Consigliere di
Stato PS e Andrea Censi, deputato Lega dei ticinesi.

