Matrioska
Scuole in sciopero
Ospiti di Marco Bazzi, Enrico Quaresimini, di ErreDiPi, Raoul Ghisletta, segretario del sindacato VPOD ed ex deputato socialista, e i granconsiglieri Daniele Caverzasio (Lega), Andrea Giudici (UDC), Cristina Maderni (PLR) ed Evaristo Roncelli (Avanti).
Redazione
10.05.2023 06:49
Mercoledì 10 maggio in circa la metà delle sedi scolastiche delle medie i docenti
incroceranno le braccia. Allo sciopero indetto dalla Rete per le difesa delle
pensioni (ErreDiPi) hanno aderito anche i licei e altri istituti scolastici. La
mobilitazione, alla quale parteciperanno in varie forme anche altri dipendenti
pubblici, è sostenuta dai sindacati VPOD e OCST. Il tema è sempre quello del
risanamento della cassa pensione dei dipendenti pubblici, alla quale fanno capo
circa 16'000 lavoratori. Un risanamento che, senza misure di compensazione (il
Governo le presenterà entro l’estate), provocherebbe una drastica riduzione
delle future rendite, e sul quale aleggia l’ombra di un referendum già
ventilato dalla Lega.
“Si sciopererà in scuole, uffici e servizi nei quali lavorano migliaia di
dipendenti affiliati all’Istituto di Previdenza del Canton Ticino – scrive oggi
in una nota il Movimento per il Socialismo invitando tutti i dipendenti
pubblici a partecipare -. Questa nuova giornata di mobilitazione, con il
passaggio ad azioni di sciopero diffuse, apre una nuova fase del conflitto tra
le lavoratrici e i lavoratori assicurati presso l’IPCT e il governo e
Parlamento che sono i loro datori di lavoro”.
Sono quattro le motivazioni che hanno spinto ErreDiPi a proclamare uno
sciopero, ha spiegato alla Regione Enrico Quaresmini, coordinatore della Rete:
“Il primo è il fatto che la discesa delle rendite è di fatto cominciata, si
tratta di un primo scalino, ci saranno altre tappe di questa discesa ma non
sono ancora note. Si tratta di una discesa del tasso di conversione alla cieca
che ovviamente ci preoccupa”. Il secondo motivo è che “le misure di
compensazione non sono ancora state presentate” dal Governo. Inoltre, ha
aggiunto, “la nostra associazione non è stata accettata come entità autonoma ai
colloqui tra Consiglio di Stato e parti sociali, e non sappiamo nulla
dell'emissione obbligazionaria di 700 milioni di franchi: non sta andando in
porto, e non si ammette il fallimento del progetto varato dal Gran Consiglio”.
Nelle scorse settimane il Consiglio di amministrazione dell’Istituto di
previdenza aveva confermato in modo definitivo che con il 1° gennaio 2024
entrerà in vigore il primo passo della diminuzione del tasso di conversione che
comporterà per questa prima tappa una riduzione delle future rendite
pensionistiche del 2%. Poi dovrebbero seguire altre riduzioni che porteranno il
tasso di conversione fino a circa il 5% corrispondente ad un taglio complessivo
delle future rendite di circa il 20%.
Ma torniamo alle scuole, dove l’adesione allo sciopero ha già scatenato
polemiche. Per gli allievi delle sedi toccate dallo sciopero sono previsti diversi
servizi di accoglienza e di accudimento. Ma c'è chi, come il Collegio dei
docenti di Camignolo, si è spinto oltre, invitandoli a tenere i figli a casa:
“Invitiamo caldamente tutte le famiglie che possono garantire la cura dei loro
figli nella mattina del 10 maggio, a non mandarli a scuola”. Un “andazzo
importato dalla vicina Penisola” ha commentato Lorenzo Quadri sul Mattino,
intitolando la prima pagina “A lezione di sciopero”.
Settimana scorsa i deputati dell’UDC Andrea Giudici e Sergio Morisoli avevano
interrogato il Consiglio di Stato chiedendo cosa pensa dello sciopero a scuola
e ponendo una serie di domande: “Chi ha deciso e chi ha dato il permesso allo
sciopero, qual è la base giuridica che permette ai dipendenti dello Stato di
scioperare, come valuta l’invito alle famiglie di non mandare i figli a
scuola…”.
Il vicedirettore del Corriere del Ticino, Gianni Righinetti, non ha usato mezzi
termini nel suo editoriale odierno: “C’è da rimanere allibiti, una frase
letteralmente inopportuna e inaccettabile che avrebbe meritato una risposta
immediata da parte del vertice politico della scuola”. La maldestra e arrogante
comunicazione, ha concluso, “ha avuto l’effetto di rendere intollerante ciò che
tacitamente si tollerava”.
Intervistata dalla RSI, Tiziana Zaninelli, capo della Sezione cantonale
dell'insegnamento medio, ha scelto la via della diplomazia: “Ho scritto alle
direzioni per dire che ritengo inopportuno invitare le famiglie a tenere gli
allievi a casa. Ma sono certa che gli istituti scolastici organizzeranno al
meglio, come già fatto in tante altre occasioni, l'accoglienza degli allievi
che saranno in sede”.
Da parte sua Quaresmini ha difeso i docenti: “Immagino che i colleghi volessero
semplicemente comunicare alle famiglie che nelle scuole ci sarà soltanto un
servizio minimo, che non ci sarà quindi il servizio didattico. Si è voluto fare
polemica su un dettaglio, su una pagliuzza, quando il vero scandalo è il -40%
delle pensioni. Non è mai successo da nessuna parte”.
“Scuole in sciopero” è il titolo di Matrioska in onda questa sera alle 19,30 su
TeleTicino. Ospiti di Marco Bazzi, Enrico Quaresimini, di ErreDiPi, Raoul
Ghisletta, segretario del sindacato VPOD ed ex deputato socialista, e i
granconsiglieri Daniele Caverzasio (Lega), Andrea Giudici (UDC), Cristina
Maderni (PLR) ed Evaristo Roncelli (Avanti).

