BNS
Nonostante l’aumento del tasso guida, il risparmio non frutta
Keystone-ats
23.09.2022 12:19

Foto: ©Gabriele Putzu
All’indomani della decisione della Banca nazionale svizzera di alzare il tasso guida allo 0.5% (non accadeva dal 2014) la Neue Zürcher Zeitung, partendo dalla domanda “la BNS sovvenziona le banche?”, ha cercato di analizzare le conseguenze di questa decisione nelle tasche dei cittadini.
I tassi salgono, ma
non sul risparmio: con la sua politica la Banca nazionale svizzera (BNS) sta in
pratica sovvenzionando gli istituti di credito? L'interrogativo viene
rilanciato oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ), che all'indomani della
decisione della BNS di alzare il tasso guida dal -0,25% al +0,5% fa il punto su
una novità che potrebbe avere un pesante impatto sulle tasche dei cittadini.
Finita l'era degli interessi negativi
Avviata nel dicembre
2014, l'era degli interessi negativi è finita, ricorda il foglio zurighese.
Visto che l'inflazione è attualmente al 3,5% è inoltre da attendersi che la BNS
proceda a nuovi ritocchi del tasso di riferimento nei prossimi appuntamenti di
dicembre e marzo, per contenere appunto il rincaro in limiti più ragionevoli.
Interessi positivi: rarissimi e inconsistenti
Molte banche hanno a
loro volta annunciato la fine dei tassi negativi che prelevavano sugli averi
dei clienti. Ma soltanto pochissimi istituti hanno parlato di interessi
positivi e quando lo hanno fatto gli importi in gioco si sono rivelati
pochissima cosa rispetto allo 0,5% del tasso guida.
Ci vorrà un aumento significativo del tasso guida
Gli stessi analisti
delle banche non credono a una rapida progressione degli interessi sugli averi
in conto. "Negli ultimi cicli, un aumento di 2,5 punti percentuali dei
tassi di interesse di riferimento ha portato a un ritocco dei tassi di
risparmio di soli 0,5 punti", scrivono gli esperti di UBS. Concretamente
secondo la NZZ questo significa che il tasso guida dovrà spostarsi
significativamente in territorio positivo prima che si veda qualcosa sul conto
di risparmio.
2.9 miliardi di interessi per un investimento a "rischio zero"
Ma fin da subito sul
tappeto c'è una questione politicamente delicata: la BNS versa ora lo 0,5% su
una parte degli averi che le banche centrali hanno presso lo stesso istituto.
Questi cosiddetti averi a vista (in passato colpiti dagli interessi negativi,
che le banche ribaltavano sui clienti) sono di circa 580 miliardi: ciò
significa che in un anno le banche ricevono 2,9 miliardi di interessi per un
investimento completamente senza rischi.
Miliardi gratis per le banche
Quello che stava per
avvenire era già stato pronosticato dalla NZZ am Sonntag: "Ora le banche
ricevono miliardi gratis", era il titolo dell'ultimo numero del
domenicale. Uno scenario probabilmente non apprezzato da tutti, considerato che
quest'anno la Confederazione e i cantoni potrebbero non ricevere - per la prima
volta dal 2013 - alcun versamento da parte della BNS: come noto a causa dello
sfavorevole andamento dei mercati l'istituto ha subito nel primo semestre una
perdita di 95 miliardi di franchi.
Richiesta di agire in protezione dei consumatori
Particolarmente
difficile da giustificare sarebbe la situazione se la BNS onorasse con
interessi le banche, ma queste non facessero lo stesso con i soldi dei
risparmiatori. A questo proposito la Fondazione per la protezione dei
consumatori (FPC) ha già chiesto agli istituti di credito di agire in un senso
che essa considera dovuto.
Una novità per la BNS
Negli Stati Uniti, la
Federal Reserve paga da tempo interessi sui conti di riserva delle banche e la
Banca centrale europea (Bce) versa interessi sulla riserva obbligatoria. Per la
BNS invece si tratta di una novità. Ma con l'introduzione dei tassi di
interesse negativi ha chiarito di essere pronta a utilizzare questo strumento
di politica monetaria. "I sostenitori dei tassi negativi non possono più
escludere concettualmente i tassi positivi", ha scritto in un blog Urs
Birchler, ex professore di finanza ed ex dipendente della BNS, citato dalla
NZZ.
Presidente BNS: “non è sussidio alle banche”
Il presidente della
Banca nazionale Thomas Jordan contraddice con veemenza la tesi secondo cui gli
interessi sui depositi a vista rappresenterebbero un sussidio per le banche.
"Questo è fondamentalmente sbagliato", ha detto. "Se paghiamo
gli interessi sugli averi a vista non si tratta di un sussidio alle banche,
così come il tasso di interesse negativo non era un tasso di interesse
punitivo". A suo avviso il tasso di interesse è piuttosto uno strumento
per imporre la politica monetaria al mercato. Se la BNS non pagasse gli
interessi sui miliardi di euro di crediti delle banche, queste ultime
potrebbero erogare crediti a prezzi più bassi rispetto al tasso guida,
guadagnando comunque denaro. La conseguenza è che il tasso di riferimento non
verrebbe applicato sul mercato. Poiché le banche percepiscono un interesse
dello 0,5% sui loro saldi privi di rischio presso la BNS non hanno alcun
interesse a effettuare una transazione a un tasso di interesse inferiore.
Se non riversati ai clienti, s’ampliano margini e profitti
D'altra parte,
osserva la NZZ, se le banche non trasferiscono gli interessi attivi ai loro
clienti, ampliano i loro margini e aumentano i loro profitti. A questo
proposito la BNS risponde affidandosi alla concorrenza tra gli istituti.
Aumento ipoteche
Immediato sarà invece
l'aumento delle ipoteche Saron. Per quanto riguarda i mutui fissi molto
dipenderà invece dall'andamento dei rendimenti delle obbligazioni statali a 10
anni. E questi ultimi sono a loro volta influenzati dalle stime del mercato
riguardo allo sviluppo dell'inflazione e alla crescita economica.

