Italia
Caro energia, il 10% dei ristoranti rischia di fallire
Keystone-ats
09.09.2022 18:02

Foto: ©Gabriele Putzu
Le imprese più giovani e meno patrimonializzate quelle più in pericolo. L’allarme è stato lanciato dalla Federazione italiana dei Pubblici esercizi e dalla Federazione italiana Cuochi.
Almeno il 10% delle
imprese della ristorazione sono a rischio chiusura a causa del caro energia. E
traballano soprattutto quelle più giovani e meno patrimonializzate. A lanciare
l'allarme la Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi,
e la Fic, la Federazione italiana Cuochi.
Le cause
La guerra in Ucraina,
le sanzioni alla Russia e il prezzo dei beni energetici - affermano - stanno
mettendo seriamente a rischio, insieme alla pausa caffè degli italiani, anche
il futuro di tante piccole imprese.
Il grido d’allarme
Per la Confesercenti se
non interviene una variante ad invertire la curva degli energetici, il settore
rischia un colpo peggiore di quello subito dalle varie misure di contenimento
del Covid. Già con le tariffe correnti l’Associazione stima che nei prossimi
dodici mesi il comparto della ristorazione sosterrà per le bollette di energia
e gas quasi due miliardi in più rispetto ai dodici mesi precedenti (1.944
milioni di euro), mentre le imprese di servizio bar si troveranno a sborsare
oltre un miliardo in più (1.045 milioni).
Bollette fino al 400% più care
Le ultime bollette
arrivate (relative al periodo giugno-luglio) mostrano incrementi anche del 400%
rispetto allo scorso anno. Un colpo che potrebbe mettere fuori mercato circa
30mila pubblici esercizi. Secondo Confartigianato, per le piccole imprese del
settore alimentare - in cui operano 70mila aziende artigiane con 271mila
addetti - i rincari dell'energia elettrica hanno provocato, negli ultimi 12 mesi,
un maggiore costo delle bollette pari a 1,2 miliardi. In particolare, per le
17.500 gelaterie e pasticcerie artigiane, le bollette, nell'ultimo anno, sono
aumentate in media tra il 300 e il 350%.
“A rischio circa 120 mila aziende e 370 mila posti di lavoro”
Per Confcommercio è
"drammatico" lo scenario che si profila da qui ai primi sei mesi del
2023. Col caro energia nel 2022 il terziario di mercato ha speso 33 miliardi di
euro, cioè il triplo rispetto al 2023. Sono a rischio circa 120mila piccole
imprese del terziario di mercato e 370mila posti di lavoro. "Tutti i settori
produttivi del Paese sono in ginocchio -sottolinea Aldo Cursano, vicepresidente
di Fipe-Confcommercio - Ma se le imprese a monte della filiera riescono a
scaricare gli extra-costi sugli altri anelli della filiera, bar e ristoranti
non possono farlo con facilità perché i consumatori non sono imprese".

