COP27
"Il cambiamento climatico la sfida del nostro secolo"
Redazione, Keystone-ATS
07.11.2022 15:53

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In apertura del Summit delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico della Cop27, il segretario generale Antonio Guterres ha chiesto un "Patto di solidarietà climatica fra Stati".
Con un discorso del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, è iniziato a Sharm El-Sheikh il summit delle Nazioni unite sul Clima nell'ambito della Cop27. Sisi, in apertura del suo intervento, ha sottolineato che vi sono "grandi aspettative" da questa conferenza. Conferenza che è seguita da milioni di persone, che oggi più che mai stanno soffrendo per i "disastri climatici" che stanno accelerando giorno dopo giorno. Un disastro finisce in un posto, un altro inizia in un altro, ha ricordato il presidente egiziano: ciò provoca migliaia di vittime, feriti e sfollamenti e danni per miliardi di dollari. La domanda importante che ci si deve porre è se gli obiettivi climatici siano possibili da raggiungere: "Senza dubbio, non sono impossibili", ha sottolineato Sisi, "se c'è vera volontà e vero desiderio" di rafforzare l'azione comune per il clima e tradurre in realtà concreta gli impegni assunti.
Guterres: "Serve un Patto di solidarietà climatica fra Stati"
Dopo Sisi, ha preso la parola il segretario
generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha ribadito come il cambiamento climatico sia "la sfida centrale del nostro secolo". Su questa "stiamo perdendo: le emissioni crescono e le temperature globali salgono", ha sottolineato. È per questo che, in apertura della Cop27, Guterres ha chiesto "un Patto storico fra le economie sviluppate e quelle
emergenti, un Patto di solidarietà climatica", ha detto il rappresentante portoghese. "Un Patto in
cui tutti i paesi facciano uno sforzo ulteriore per ridurre le emissioni in
questa decade, in linea con l'obiettivo di 1,5 gradi". "Un Patto in
cui i paesi più ricchi e le istituzioni finanziarie internazionali forniscano
assistenza per aiutare le economie emergenti ad accelerare la loro transizione
all'energia rinnovabile. Un Patto che ponga fine alla dipendenza dai
combustibili fossili e alla costruzione di centrali a carbone. Un Patto che
fornisca energia universale, affidabile e sostenibile per tutti". Per
Guterres, "le due maggiori economie, Stati Uniti e Cina, hanno una
particolare responsabilità nell'unire i loro sforzi per rendere questo Patto
una realtà".
Raddoppiare i finanziamenti
Il segretario
generale ha chiesto una tabella di marcia (roadmap) per attuare la promessa fatta dai paesi
sviluppati alla Cop26 di Glasgow l'anno scorso, di raddoppiare i finanziamenti per
il sostegno all'adattamento al cambiamento climatico, fino a 40 milioni di
dollari all'anno. Ha infine aggiunto
che un fondo per ristorare le perdite e i danni del riscaldamento globale nei
paesi meno sviluppati è "un imperativo morale". "Ciò è un test
decisivo sull'impegno dei governi per il successo della Cop27".
Il piano Onu per allarmi meteo in ogni Paese
Il segretario generale ha poi presentato il progetto "Primo allarme per tutti", preparato dall'Organizzazione meteorologica mondiale e da altri partner, che ha lo scopo di raggiungere tutti gli abitanti della Terra con allarmi tempestivi contro gli eventi meteo estremi. Il progetto, che richiede un investimento di 3,1 miliardi di dollari fra il 2023 e il 2027, ha già il sostegno di 50 Stati e guarda alle conseguenze climatiche: tempeste, ondate di calore, alluvioni e siccità. "Primo allarme per tutti" prevede quattro elementi: conoscenza del rischio disastri, con raccolta dei dati e valutazioni (374 milioni di dollari); osservazione e previsione, con sistemi di monitoraggio e di primo allarme (1,8 miliardi); preparazione e risposta, con strutture locali e nazionali di protezione civile (1 miliardo); diffusione e comunicazione, con la capacità di raggiungere tutti i cittadini con le informazioni necessarie (550 milioni). Metà degli Stati del mondo non hanno sistemi di primo allarme degli eventi meteo estremi. I 3,1 miliardi del progetto sono solo il 6% dei 50 miliardi di dollari necessari per finanziare l'adattamento al riscaldamento globale. Secondo l'Onu, spendere solo 800 milioni in questi sistemi nei paesi in via di sviluppo eviterebbe danni da 3 a 16 miliardi di dollari ogni anno.
Ridurre i danni del 30%
Per il segretario della Organizzazione meteorologica mondiale, Petteri Talaas, "il primo allarme salva vite e fornisce grandi benefici economici. Soltanto la notizia 24 ore prima dell'arrivo di un evento pericoloso può ridurre i danni del 30%". "Dobbiamo investire in adattamento e resilienza - ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres -. Questo include le informazioni che ci permettono di anticipare tempeste, ondate di calore, alluvioni e siccità. Per questo ho chiesto che ogni persona sulla Terra sia protetta da sistemi di primo allarme entro 5 anni, con la priorità al sostegno dei più vulnerabili".

