Ecomafie
Italia, nel 2021 oltre 30mila reati contro l’ambiente
Ginevra Benzi
16.12.2022 17:25

Foto: © Shutterstock
Stando all’ultimo rapporto “Ecomafia 2022” realizzato da Legambiente, lo scorso anno i reati ambientali in territorio italiano sono stati quasi 84 al giorno. Tra quelli più diffusi c’è il ciclo dei rifiuti e del cemento. Le persone denunciate sono state più di 27mila, con 368 arresti e 8'812 sequestri totali.
Con una media di
quasi 84 al giorno - circa 3,5 ogni ora – i reati ambientali in Italia nel 2021
hanno toccato quota 30'590. Lo riporta Legambiente, che nell’ultimo rapporto “Ecomafia
2022” sottolinea come questo dato sia preoccupante e di come continui a restare
alto nonostante la flessione del 12,3% rispetto al 2020. Reati che, sempre secondo
Legambiente, sarebbero agevolati dalla corruzione: da settembre 2021 a luglio
2022 sono state censite 115 inchieste, con 664 persone arrestate, 709 persone denunciate
e 199 sequestri.
Gli ecoreati del 2021
In testa alla
classifica delle filiere non autorizzate legate agli illeciti ambientali
troviamo il ciclo illegale del cemento, con 9'490 reati (pari al 31% del
totale). Questo è seguito da quello dei rifiuti, pari a 8'473 reati, ben 287
arresti (+25,9% rispetto al 2020) e 3'745 sequestri (+15%). Anche il patrimonio
boschivo è stato toccato dall’impennata di reati: 5'385 tra incendi colposi,
dolosi e generici (+27,2%), con una superficie di oltre 159mila ettari colpita
dai roghi (+154,8%). Coinvolto anche il patrimonio culturale, colpito dall’aumento
dei furti di opere d’arte, arrivati a quota 603 (+20,4%).
Traffico illecito di rifiuti
Legambiente
durante il 2021 ha anche monitorato le inchieste contro i traffici illeciti di
rifiuti: rispetto alle 27 del 2020, lo scorso anno queste sono state 38. Per quanto
riguarda i primi sette mesi del 2022, queste sono arrivate a quota 17. I quantitativi
di rifiuti sequestrati hanno superato i 2,3 milioni di tonnellate, equivalenti
a 94'537 tir: "messi su strada", stima il rapporto, "uno
dietro l'altro, formerebbero un serpentone di 1.286 chilometri, che da Reggio
Calabria potrebbe spingersi al confine con la Svizzera".
Settore agroalimentare
Spostando la lente sulle inchieste legate al settore
agroalimentare, i controlli effettuati sono stati 640'195. Nel rapporto si
sottolinea inoltre come tra i nuovi interessi delle Ecomafie ci sia il traffico
illecito degli oli vegetali esausti: stando a quanto stimato dal Conoe (Consorzio
nazionale raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti) sono
ben 15mila le tonnellate che all'anno sfuggano alla raccolta e al trattamento
dei certificati dei consorzi.
Regioni maggiormente coinvolte
A livello provinciale, nel 2021 Roma ha scalzato Napoli
dalla prima posizione di questa triste classifica, rispettivamente con 1'196 e
1'058 illeciti. Superata anche Cosenza, dove i reati sono stati 1'060. Campania,
Puglia, Calabria e Sicilia sono le quattro Regioni che tradizionalmente hanno
la maggior presenza mafiosa, a cui si aggiunge di conseguenza il maggior
impatto di ecocriminalità e corruzione. Secondo il rapporto, è proprio in questa
zona della vicina penisola che si concentra il 43,8% dei reati accertati, il
33,2% degli illeciti amministrativi e il 51,3% delle inchieste per corruzione
ambientale sul totale nazionale. Tra le regioni del Nord la Lombardia si
conferma invece quella con il maggior numero di illeciti ambientali: 1’821
reati, pari al 6% del totale nazionale e con 33 arresti. A crescere ci sono
anche i reati accertati in Liguria, che nel 2021 sono stati 1’228, arrivando
al nono posto.

