Inquinamento
L’aria peggiore d'Europa? La trovi in Lombardia
Redazione
17.02.2023 11:09

Foto: © Shutterstock
La regione lombarda ha battuto il record europeo negativo per la qualità dell’aria. Milano sta pensando all’introduzione dei 30 all'ora in tutta la città per cercare di correre ai ripari.
L’aria più inquinata del continente europeo si trova appena
fuori dai nostri confini di Stato, precisamente in Lombardia. Lo riporta la RSI, dove si legge
che il quadro continua a essere grigio per la Pianura Padana, dove i livelli delle
polveri fini sono decisamente fuori norma. Uno scenario presente anche nelle
grandi città lombarde, come Milano, dove si respira sempre più aria cattiva. Già a maggio del 2022, la Corte di giustizia europea aveva condannato l’Italia per il superamento dei valori di biossido d’azoto.
La conferma in un report
A conferma di questo drastico scenario c’è il report Mal’aria di città,
pubblicato pochi giorni fa da Legambiente. Delle dieci città più inquinate
d’Italia per le polveri fini, quattro si trovano in Lombardia: si tratta di Milano,
Monza, Lodi e Cremona, dove la prima causa di tale inquinamento è il traffico.
30 all’ora in tutta Milano?
Se già 11 anni fa la Città di Milano aveva introdotto l’area
C, che ha permesso di ridurre del 30% gli ingressi coi veicoli nel centro, ora
si sta pensando a un nuovo intervento: il Consiglio Comunale ha infatti dato il
via libera a una zona 30 in tutta Milano, con l’auspicio che una città “a rilento”
sia più sicura – specialmente per pedoni e ciclisti – ma soprattutto meno
inquinata. Per quanto riguarda l’area metropolitana c’è ancora da risolvere il
problema dei mezzi pesanti, ambito in cui sono stati fatti pochi passi avanti.
Allevamenti intensivi
Ad influire negativamente sulla qualità dell’aria non c’è
solo il traffico veicolare, ma anche gli allevamenti fuori città con le loro
emissioni, in particolare quelli intensivi. Solo in Lombardia, il numero di
suini ha toccato quota 4 milioni, mentre i bovini sono un milione e mezzo. Annualmente
il settore agro-zootecnico emette nell’ambiente circa 90mila tonnellate di
ammoniaca, che si trasforma poi in polveri fini che finiscono nei polmoni di
chiunque. Emissioni, queste ultime, paragonabili a quelle prodotte dal
traffico.

