Iniziativa ambientale
L’azienda Patagonia ceduta agli ambientalisti
Ginevra Benzi
15.09.2022 13:57

Foto: © Shutterstock
Il fondatore Yvon Chouinard ha deciso di cedere la sua azienda a un’organizzazione ambientalista e a un fondo d’investimento a tutela della natura. "Speriamo che questo influenzi una nuova forma di capitalismo che non si risolva con pochi ricchi e un sacco di poveri”.
“Da quando abbiamo iniziato a toccare
con mano i danni del riscaldamento globale e della distruzione ecologica,
scoprendo anche la grandezza del nostro impatto, in Patagonia ci siamo
impegnati a cambiare concretamente il modo di pensare e di fare business”. Sono
le parole dell’83enne Yvon Chouinard, fondatore dell’azienda tessile statunitense
“Patagonia”, nata nel 1973 in California, oggi valutata a 3 miliardi di dollari.
Chouinard ha deciso di donare la propria attività a un’organizzazione
ambientalista e a un fondo d’investimento che tutela la natura. "Speriamo
che questo influenzi una nuova forma di capitalismo che non si risolva con
pochi ricchi e un sacco di poveri, stiamo cedendo la massima quantità di denaro
a persone che stanno lavorando attivamente per salvare questo pianeta", ha spiegato Chouinard.
Da sempre attivi per l’ambiente
“Siamo partiti dai nostri prodotti,
utilizzando materiali e tessuti che fossero i più responsabili possibili.
Abbiamo donato l'1% delle nostre vendite, ogni anno. Siamo diventati una B Corp
e una Società Benefit certificata in California, scrivendo i nostri valori
nello statuto aziendale, in modo da preservarli”, scrive sempre il fondatore
sul sito ufficiale dell’azienda, che dal 2018 ha cambiato il suo scopo
aziendale diventando un business per salvare il nostro pianeta. Da un po’ di
tempo l’azienda ha capito che non c’erano opzioni valide per la salvaguardia
ambientale (come ad esempio vendere o quotare in borsa Patagonia), così hanno
deciso di crearsene una loro: “al ‘going public’ abbiamo preferito il ‘going
purpose’. Invece di estrarre valore dalla natura e trasformarlo in profitti per
gli investitori, useremo la prosperità generata da Patagonia per proteggere la
vera fonte di ogni ricchezza”. Una decisione che si spera aiuterà a contrastare
il climate change senza alcun beneficio fiscale.
Come funziona
In accordo con la famiglia, Chouinard
ha trasferito il 100% delle azioni con diritto di voto (il 2% del totale) al
Patagonia Purpose Trust, creato per tutelare e proteggere i valori aziendali. Il
100% delle azioni senza diritto di voto (98% del totale) va invece all’Holdfast
Collective, un’associazione non profit dedita alla lotta alla crisi ambientale
e alla difesa della natura. “Non ho mai voluto essere un uomo d'affari”, spiega
il fondatore, “ho iniziato come artigiano, producendo attrezzatura per
l'arrampicata per me e i miei amici, per poi dedicarmi all'abbigliamento
tecnico”. Ogni anno i profitti dell’azienda – una volta reinvestiti internamente
– verranno ridistribuiti come dividendi e contribuiranno alla lotta contro la
crisi climatica. L’azienda continuerà ad operare comunque come società privata
a scopo di lucro a Ventura, in California, vendendo più di 1 miliardo tra
giacche, cappelli e pantaloni da sci ogni anno. Tuttavia, la famiglia Chouinard
non sarà più la proprietaria di Patagonia. Il fondo di Purpose Trust sarà però
supervisionato dai membri della famiglia e da loro stretti consiglieri e mira a
garantire che Patagonia tenga fede al suo impegno di una gestione socialmente
responsabile e controllare che i profitti vengano ceduti.

