Curiosità
Tutto quello che dobbiamo sapere sul sonno. Siete gufi o allodole?
Redazione
17.03.2023 21:57

Foto: © Shutterstock
In occasione della giornata mondiale del sonno, abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa Silvia Riccardi, capoclinica del centro del sonno dell’EOC. "Il sonno ha diversi obiettivi, come per esempio consolidare la memoria di ciò che apprendiamo durante il giorno, ma anche farci rielaborare le nostre emozioni".
Il 17 marzo è la Giornata mondiale del sonno. L’obiettivo è
di richiamare l'attenzione sull’importanza del riposo notturno e sulle
problematiche legate ai disturbi del sonno. Il Ticino ha un centro d’eccellenza
in quest’ambito, ovvero il servizio di Medicina del Sonno dell’EOC. Abbiamo
incontrato la capoclinica Silvia Riccardi per capire quali sono le patologie
più frequenti e perché dormire è così importante.
Cos’è il sonno per l’essere umano?
“È un fenomeno molto complesso, dinamico e si compone di varie
fasi. Ha diversi obiettivi, ad esempio quello di consolidare la memoria di ciò che
apprendiamo durante il giorno, ma anche farci rielaborare le nostre emozioni.
Quest’ultima è una delle funzioni che si sospetta possa essere attribuibile al sonno
REM”.
Quali sono i disturbi del sonno più frequenti?
“Per concentrarci su quelli che incontriamo più frequentemente, possiamo citare sicuramente la sindrome delle apnee ostruttive del
sonno, l’insonnia e anche una serie di altre patologie, in particolare la
sindrome delle gambe senza riposo”.
Come capisco se soffro di un disturbo del sonno?
“Ogni tanto può capitare a tutti di avere qualche notte più
difficile, di fare più fatica ad addormentarsi o di avere qualche risveglio durante
la notte, soprattutto se stiamo attraversando un periodo intenso. Quello che
ci deve preoccupare, o comunque farci prestare più attenzione, è la
cronicizzazione del disturbo, quando si prolunga nel tempo e
diventa molto frequente, e ha magari un impatto anche sulla nostra quotidianità in
termini di stanchezza, difficoltà di attenzione, concentrazione e irritabilità”.
Qual è il fabbisogno di sonno?
“È molto più alto nei bambini, nei ragazzi e negli adolescenti. Si
attesta poi sulle famose 7-8 ore di sonno nell’età adulta, giovane adulta, e
decresce leggermente con l’età più avanzata sulle 6-7 ore. All’interno di
queste fasce notiamo una variabilità individuale: ci sono quelli che noi
chiamiamo i lungo dormitori, che hanno bisogno di più ore, e i cosiddetti brevi
dormitori, che necessitano di meno ore di sonno per stare bene durante il giorno.
Di solito consideriamo un po’ patologico quando si scende sotto le 5 ore o, viceversa, il bisogno aumenta oltre le 11 ore giornaliere”.
Esistono dei tipi particolari di dormitori?
“Ci sono i cosiddetti gufi, che prima di una certa ora non
riescono ad addormentarsi, perché biologicamente non programmati per
addormentarsi a quell’ora. Probabilmente c’è anche una base genetica, sono un po’ più nottambuli. Queste persone sono tipicamente più efficienti
nello studio o nel lavoro alla sera, se non di notte. Troviamo poi le persone
che hanno un andamento opposto, che noi chiamiamo allodole. Queste
tendono a crollare abbastanza rapidamente alla sera, ma hanno dei risvegli
molto presto, sono estremamente mattiniere e produttive al mattino
presto”.
Quali consigli seguire per dormire bene?
“I consigli sono sempre legati al mantenere una certa regolarità
negli orari di sonno e a non variarli eccessivamente tra i giorni lavorativi e
i fine settimana. Oltre a questo, si suggerisce di limitare l’assunzione di
sostanze eccitanti, come caffeina e bevande contenenti cola, ma anche di fumo
nelle ore serali, perché la nicotina è controproducente. Sarebbe meglio ridurre
anche l’utilizzo di dispositivi elettronici come tablet e cellulari alla sera.
Queste sono le principali regole d’igiene, chiamiamole così, del sonno”.

