Votazioni
5 ex consiglieri federali si oppongono alla 13esima AVS, partono le critiche
Redazione
07.02.2024 14:56

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
In generale gli ex consiglieri federali svizzeri si astengono dal prendere parte alle campagne per le votazioni. Per questa ragione, il fatto che cinque ex membri del Governo confederato si oppongano alla 13esima AVS in una lettera congiunta, è piuttosto clamoroso. Non tutti sono d’accordo con il messaggio, prima fra tutte l’Unione sindacale svizzera (USS), promotrice dell’iniziativa.
“La contattiamo oggi con una serie di preoccupazioni, dato
che il futuro finanziario della nostra AVS è fortemente minacciato.
Concretamente si tratta dell’iniziativa popolare dell’Unione sindacale svizzera
per una 13esima rendita AVS”. È l’attacco, dal tono grave, di una lettera riportata
dal portale d’informazione svizzerotedesco Watson. Nulla all’apparenza di
insolito, se non fosse che gli autori della missiva sono cinque ex consiglieri
federali: Adolf Ogi (UDC), Doris Leuthard (Il Centro) e Johann
Schneider-Ammann (PLR), firmatari della versione tedesca, e Joseph Deiss
(Il Centro) e Pascal Couchepin (PLR), firmatari della versione francese.
La lettera, dell’alleanza “No alla 13a rendita AVS”, è stata inviata
a circa 700.000 pensionati della Svizzera tedesca, mentre è apparsa come una
pubblicità sui giornali locali in Romandia, scrive 20 Minuten.
Uno stratagemma problematico?
Come ricorda Watson, in Svizzera è decisamente insolito che degli
ex membri del Governo prendano parte alla campagna per una votazione, ancora di
più su scala così grande. Non sono mancate infatti le critiche, in primis
quella di Ruth Dreifuss (PS), ex membro del Consiglio federale, che
giudica la missiva eccessiva: "Trovo strano e insolito che gli ex
consiglieri federali della classe media facciano dichiarazioni coordinate per
dare più forza alla loro raccomandazione di voto”. Più moderata la reazione dell'ex
membro dell’Esecutivo Micheline Calmy-Rey (PS), che ritiene il fatto non
così problematico: "Come ex consiglieri federali siamo persone libere". Couchepin,
che conferma di aver partecipato alla lettera, non vede nessun problema: "Perché
dovrebbe essere antidemocratico che i consiglieri federali si esprimano insieme
per sostenere la posizione del governo? Non c'è nulla in contrario”, si legge
sul portale svizzerotedesco.
"Hanno dimenticato cosa vuol dire arrivare a fine mese con 2000 franchi”
Anche l’Unione sindacale svizzera (USS), promotrice dell'iniziativa,
non ha accolto bene il messaggio. Come ha dichiarato il capo economista Daniel
Lampart a 20 Minuten, gli ex consiglieri federali “stanno cercando di
spaventare la popolazione”. “Con la loro rendita del Consiglio federale -
prosegue Lampart - di oltre 20’000 franchi al mese probabilmente hanno
dimenticato cosa vuol dire arrivare a fine mese con 2000 franchi”.

