Confederazione
Amministrazione federale: "La parità salariale è garantita"
Keystone-ats, Andrea Pedrazzini
30.09.2022 17:07

Foto: © Foto Reguzzi
Dall’analisi, verificata da un organo indipendente, è emerso che le differenze salariali tra uomini e donne non sono significative.
L’Amministrazione federale ha passato in rivista i salari dei collaboratori per
accertare eventuali differenze ingiustificate tra donne e uomini. Dall’analisi, si apprende dal comunicato stampa odierno, è emerso che la parità salariale è garantita. Il Consiglio federale ha preso atto
di questo risultato positivo nella seduta del 30 settembre 2022.
Legge sulla parità dei sessi: analisi obbligatoria oltre i centro collaboratori
Il 1° luglio 2020 è entrata in vigore la revisione della legge
federale del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi (LPar), secondo cui
tutti i datori di lavoro che impiegano più di 100 collaboratori sono
tenuti a eseguire un’analisi della parità salariale. Questa deve essere
formalmente verificata da un organo esterno indipendente e il risultato deve
poi essere comunicato a tutti i collaboratori. Nella sua ultima analisi l’Amministrazione federale è andata oltre, analizzando anche i salari delle unità che impiegano almeno 50 collaboratori.
Modalità dello studio
La verifica della parità salariale è stata condotta tramite il
modulo 1 dello strumento di analisi standardizzato della Confederazione
(Logib), il quale calcola in che misura i fattori rilevanti ai fini retributivi
(ad es. la formazione, l’età, il livello di qualifica richiesto e la funzione)
incidono sul salario. Un’altra variabile considerata è il sesso: se
quest’ultima non influisce sul salario, non vi è alcun segno di
discriminazione. Per tenere conto dell’effetto di eventuali fattori non
discriminatori specifici dell’organizzazione, Logib prevede una soglia di
tolleranza del 5 per cento.
Superamento della soglia di tolleranza
Nell’ISCeco, una piccola unità del Dipartimento federale dell’economia,
della formazione e della ricerca, la soglia di tolleranza del 5% viene superata. Tale superamento sarebbe dovuto a motivi strutturali e di sistema, ma sono già state prese opportune misure, si legge nel nota odierna.
Gli uomini guadagnano un po' di più, ma in maniera non significativa
Dallo studio emerge comunque che, complessivamente, nell'amministrazione federale gli uomini guadagnano di fatto il 3.6 % in più delle donne. Le maggiori differenze si hanno nel sopracitato ISCeco, dove gli uomini guadagnano 13.5% in più. Altre unità segnano valori poco sopra il 5%, ma non sono frutto di differenze dovute al sesso, ci spiegano dall'Ufficio federale del personale. Tra queste vi è il DDIP (Direzione del diritto internazionale pubblico) con un gap di 5.8% e il BLEs (Base logistica dell'esercito), con una differenza di 5.2%.
In alcuni casi sono le donne a guadagnare di più
Le donne guadagnano di più, secondo i dati dello studio, all'Ufficio federale della cultura (0.8%), Ufficio federale di giustizia (2.1%), alla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (0.3%), all'Ufficio federale del personale (2.5%), SG-DEFR alla Segreteria generale del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (1.9%) e all'Ufficio federale del servizio civile (0.9%). Alla Segreteria di Stato della migrazione c'è invece una parità perfetta.
Base dati rivista
L’Amministrazione federale ha verificato di propria iniziativa i salari
già nel 2013 e nel 2018. Dal momento che la base di dati è stata rivista di
recente e nella verifica attuale sono state prese in considerazione anche le
unità amministrative con meno di 100 collaboratori, il risultato corrente
non può essere confrontato con quello delle analisi precedenti.

