Svizzera
Aumento del tasso ipotecario di riferimento, le reazioni
Keystone-ats
01.12.2023 13:38

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Diverse associazioni hanno espresso preoccupazioni per l'aumento comunicato oggi. L'ASI: "Le soluzioni annunciate arrivano troppo tardi". L'USS: "Le misure annunciate dal Governo sono insufficienti".
Verificare subito e se caso contestare: è la raccomandazione diffusa oggi dall'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) in reazione all'annuncio dell'aumento del tasso ipotecario di riferimento dall'1,5 all'1,75% fatto stamane dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). "Il sistema attuale - sottolinea il presidente dell'ASI Carlo Sommaruga, citato in una nota - ha fallito. Le soluzioni annunciate dal Consiglio federale la scorsa settimana arrivano troppo tardi e non avranno alcun impatto sugli aumenti di pigione che saranno notificati a partire dal primo dicembre: questo nuovo aumento del tasso di riferimento riguarderà centinaia di migliaia di inquilini". Per l'ASI si tratta di "una pessima notizia per gli inquilini, che già stanno subendo l'aumento generale dei prezzi e l'esplosione delle spese di riscaldamento". L'associazione mette in guardia gli inquilini: "molti proprietari di casa approfitteranno di questo aumento per aumentare le pigioni. Questi non sempre rispettano la legge e approfittano troppo spesso di redditi abusivi. Bisogna agire subito!".
Cosa occorre considerare
Il vicepresidente dell'ASI Adriano Venuti invita a verificare e contestare se necessario: "è importante che gli inquilini si oppongano a questi aumenti abusivi. Hanno pochissimo tempo per farlo, e devono contestare l'aumento entro 30 giorni dalla ricezione della nuova pigione". Se questo termine è superato, la nuova pigione sarà considerata accettata e servirà come base per futuri suoi adeguamenti, che sono inevitabili. Stamane, comunicando l'aumento, l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) ha precisato che in linea di principio i proprietari hanno il diritto di aumentare l'affitto del 3% ai sensi del diritto della locazione, ma solo se l'affitto attuale si basa sul precedente tasso dell'1,50%. Se il canone si basa su un tasso dell'1,25%, la progressione può essere ancora più consistente, spiega l'UFAB. Nel caso invece che l'affitto si basi ancora su un tasso anteriore, pari o superiore al 2,00%, in genere gli inquilini hanno ancora diritto a una riduzione.
USS: "Le misure annunciate dal Governo sono insufficienti"
Gli affitti pesano sempre di più sul budget delle economie domestiche e raggiungono un livello difficilmente sopportabile. Una situazione che sarebbe stato possibile evitare. Le misure finora annunciate dal Consiglio federale sono invece timide e insufficienti. Così ha reagito l'Unione sindacale svizzera (USS) all'annuncio del nuovo aumento del tasso di ipotecario di riferimento. Il Governo preferisce attenersi al principio del "lasciar fare" in materia di affitti. Intanto, milioni di famiglie subiscono le conseguenze del nuovo aumento, ha deplorato l'USS in una nota odierna, secondo cui a uscirne vincitore è ancora una volta il settore immobiliare. Si tratta di una spirale infernale, con affitti destinati ad aumentare di un ulteriore 3%, più una parte per compensare il rincaro e una somma forfettaria per coprire la crescita dei costi. Secondo l'USS, non ci si può certo aspettare che le principali società immobiliari esitino a trasferire questo aumento agli inquilini, nonostante le ripetute promesse e le comunicazioni tranquillizzanti.
Critiche sulle tempistiche
Stando all'organizzazione sindacale, l'annuncio arriva in un momento già difficile, vista la pressione generale sul potere d'acquisto, con l'esplosione dei premi delle casse malati e il continuo calo delle rendite del secondo pilastro. Secondo l'USS, è quindi evidente che occorre un'azione politica rapida ed efficace nel settore degli affitti. Le modifiche all'ordinanza presentate dal Consiglio federale la scorsa settimana sono certamente un passo nella giusta direzione, ma sono del tutto inadeguate. Tanto per cominciare, dovrebbero essere introdotte immediatamente, ha sottolineato l'organizzazione sindacale. Invece, si prevede di avviare una procedura di consultazione nell'estate del 2024. Questo ritardo è incomprensibile, ha deplorato ancora l'USS.
Pro Senectute: "Per la maggior parte delle persone l'affitto è la principale voce di spesa mensile"
Secondo pro Senectute, il secondo aumento del tasso ipotecario di riferimento nell'arco di un anno mette in difficoltà chi dispone soltanto del minimo vitale. Una persona su sei in età di pensionamento vive sulla soglia di povertà. Il sostegno volto a coprire i costi di locazione previsto dalle prestazioni complementari è insufficiente. Per la maggior parte delle persone l'affitto è la principale voce di spesa mensile. Il tasso ipotecario di riferimento è un parametro che incide in modo decisivo sul livello delle pigioni in tutta la Svizzera. Ciò ha drastiche conseguenze per ampie fasce della popolazione, in particolare per le circa 220'000 persone che beneficiano di prestazioni complementari (PC) all'AVS.

