
Nuovi affitti: stabilità mensile in Svizzera, calo in Ticino
A livello regionale il nostro cantone mostra la contrazione mensile di gran lunga più importante con un -1,5%.

A livello regionale il nostro cantone mostra la contrazione mensile di gran lunga più importante con un -1,5%.

Secondo l'associazione, l'abbassamento del tasso non avrà nessun influsso sui canoni di affitto di mercato. "Bisogna concedere, rapidamente e in modo non burocratico, la riduzione della pigione”.

Nel mercato dei condomini negli ultimi dodici mesi si è osservato un robusto aumento dei prezzi. La situazione è preoccupante anche per gli inquilini.

In tutti i 25 cantoni si registrano incrementi annui. Il Ticino è sotto la media nazionale, con una progressione del +3,7%.

La decisione odierna è in linea con quanto previsto dagli esperti che avevano pronosticato lo status quo. Questo perché il quadro generale dei tassi appare ormai orientato a un taglio del costo del denaro da parte della Banca nazionale svizzera.

Per molti, le nuove misure non permetteranno di contrastare l'aumento degli affitti e non tengono sufficientemente conto delle località turistiche.

Lo indica uno studio della società di consulenza immobiliare Jones Lang LaSalle (JLL).

Diverse associazioni hanno espresso preoccupazioni per l'aumento comunicato oggi. L'ASI: "Le soluzioni annunciate arrivano troppo tardi". L'USS: "Le misure annunciate dal Governo sono insufficienti".

In linea di principio i proprietari hanno quindi il diritto di aumentare l'affitto del 3% ai sensi del diritto della locazione, ma solo se l'affitto attuale si basa sul precedente tasso dell'1,50%.

Sono state già raccolte circa 60mila firme per il doppio referendum, che verranno consegnate alla cancelleria federale solo in gennaio.

Le proposte formulate dal Consiglio federale per limitare gli aumenti nel medio termine non piacciono all’Associazione inquilini. Il presidente Adriano Venuti: "Misure insufficienti".

All'inizio di giugno il tasso di riferimento ipotecario è salito per la prima volta in assoluto. Ciò ha posto le basi per un aumento su larga scala degli affitti in Svizzera.

Secondo l'Associazione Svizzera Inquilini, malgrado il tasso di riferimento sia sceso nove volte, gli inquilini non avrebbero beneficiato di altrettante riduzioni dell'affitto.

È la prima volta che sale dalla sua introduzione nel 2008, ciò che apre la strada all'aumento degli affitti. Stando al direttore dell'UFAB Martin Tschirren è inoltre previsto un ulteriore aumento nei prossimi mesi.

Durante il suo tradizionale incontro con la stampa, la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria ha voluto rassicurare gli inquilini: a differenza di altre regioni della Svizzera, gli affitti in Ticino non saliranno.

Come noto il tasso ipotecario di riferimento calcolato dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), attualmente all'1,25% (minimo da quando è stato creato, cioè dal 2008: allora era al 3,5%) potrebbe salire all'1,50% al momento del prossimo esame trimestrale, il cui esito sarà comunicato il primo giugno.

Gli affitti degli immobili residenziali sono in crescita in molte grandi città svizzere. “Soprattutto a Zurigo e Winterthur, il forte aumento della popolazione spinge i costi abitativi verso l’alto”, commenta Leo Hug, esperto Comparis in immobili. A Ginevra e Lugano, invece, sembra essere stata raggiunta una soglia massima. Negli ultimi anni, alcuni segmenti di appartamenti in affitto sono addirittura diventati più economici.

Il presidente dell'Associazione svizzera inquilini Carlo Sommaruga chiede con urgenza alla politica di agire: non sono solo le persone con salari bassi ad essere colpite dagli aumenti degli affitti. Il problema si è allargato adesso alla classe media.

Calcolando di attribuire un massimo di un terzo del reddito all'alloggio, l'economia domestica zurighese deve guadagnare almeno 200'000 franchi all'anno.

Nel mese in esame, tuttavia, l'andamento varia notevolmente tra i cantoni. Eterogeneità si osserva anche tra le otto città più grandi.

È quanto prevede Swiss Life, che per il 2023 si aspetta un rincaro pari al 2,3% mentre per il 2024 del 1,5%.

Fra i cantoni nei Grigioni sono stati registrati gli aumenti più marcati: +6.7%. A livello di città l'incremento maggiore è stato registrato a Zurigo (+6.7%), Lugano (+5.3%) e la coppia Basilea-Lucerna (+3.7%).

Sulla scia della pandemia la disponibilità di immobili da comprare si è infatti ridotta da 67'000 (terzo trimestre 2019) a 42'000 (secondo trimestre 2022): nell'ultimo rilevamento il dato è tornato a salire, raggiungendo quota 50'000.

La marcata progressione degli impieghi a partire dal secondo semestre 2021 ha fatto accelerare la domanda di superfici a uso ufficio, spiegano gli esperti della grande banca. Molte aziende che durante la pandemia avevano evitato di prendere spazi in affitto non hanno più potuto rimandare e hanno dovuto trovare superfici in locazione.

Svizzera Centrale (-2,1%) e la Grande Zurigo (-1,3%) fanno registrare le contrazioni maggiori per gli affitti. Il Ticino risulta invece in controtendenza (+1,0%), così come il Nord Ovest (+0,4%).

Dal 2005 a oggi le pigioni sono aumentate del 22%, mostrano i dati dell’Ufficio federale di statistica. Il presidente dell’Associazione Svizzera Inquilini: “Purtroppo alcuni locatori si concentrano sui redditi e questo porta ad un rincaro delle pigioni”.

Fra le otto città svizzere considerate da Homegate nel suo indice degli affitti, Lugano è quella che ha visto l'aumento maggiore rispetto al mese di agosto. Su base annua, la crescita annua degli affitti in Ticino è la seconda più bassa fra i cantoni.

Tenendo conto dell'attuale fase di rincaro, i proprietari potrebbero aumentare le pigioni fino al 4-5% in una prima fase e poi di un totale del 7-8% entro la fine del 2023.