Mobilità
Biglietterie FFS, tempi d'attesa molto lunghi nelle grandi stazioni
Keystone-ats
05.10.2022 17:24

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Nei grandi centri, i viaggiatori devono talvolta aspettare molto, anche fino a 70 minuti: è quanto emerge da una vasta indagine di K-Tipp. Le FFS ammettono: “al momento non raggiungiamo gli obiettivi prefissati".
Fino a 71 minuti di attesa a Zurigo, 33 in Città di medie dimensioni come Friborgo. Questo il tempo passato in coda prima di poter acquistare il proprio biglietto. È quanto emerge da un indagine di K-Tipp, svolta nel corso del mese di
settembre, nella quale sono stati misurati i tempi di attesa in dodici stazioni per un totale di 216 volte. I
controlli sono stati effettuati nelle ore di punta del mattino e della sera,
nel pomeriggio e nel fine settimana.
I risultati: attese meno lunghe nelle piccole stazioni
Agli sportelli delle
FFS di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo i clienti delle ferrovie
devono armarsi di parecchia pazienza: alla stazione principale di Zurigo, ad
esempio, le persone sottoposte al test hanno atteso fino a 71 minuti. In città
di medie dimensioni come Aarau, Friburgo, Sciaffusa e Winterthur (ZH) i
viaggiatori hanno dovuto aspettare sino a 33 minuti. Le cose vanno invece in
modo più veloce nelle piccole stazioni: a Glarona, Thalwil (ZH) e Weinfelden
(TG) prima di poter parlare con un addetto sono passati al massimo 9 minuti.
Nel tardo pomeriggio si aspetta di più
I tempi di attesa più
lunghi si registrano nel tardo pomeriggio, tra le 16.30 e le 18.00. A quell'ora
le persone che hanno condotto i test hanno dovuto aspettare in media 64 minuti
a Zurigo, 37 minuti a Berna e 24 minuti a Losanna e Winterthur.
Anche in caso di lunghe code, tanti sportelli restano chiusi
Anche in caso di
grande afflusso le FFS hanno tenuto aperta solo una parte degli sportelli. A
Zurigo nell'ora di punta erano disponibili al massimo 15 sportelli su 31, cioè
meno della metà; a Berna al massimo 14 su 19, a Losanna al massimo 11 su 16.
I pannelli informativi sottostimano le attese effettive
I tempi di attesa
effettivi si sono inoltre rivelati quasi sempre più lunghi di quelli
visualizzati sugli appositi schermi. A Winterthur, ad esempio, le FFS hanno
indicato i tempi previsti come "oltre 10 minuti" o "oltre 15
minuti". In realtà, le persone sottoposte al test hanno aspettato tra i 16
e i 33 minuti.
Pro Bahn: “inaccettabile”
"Questi tempi di
attesa non sono accettabili", reagisce - in dichiarazioni a K-Tipp - Karin
Blättler, la presidente di Pro Bahn, l'associazione che si batte a favore degli
interessi dell'utenza del trasporto pubblico. Il mondo politico desidera che
sempre più persone passino dall'auto al treno, ma per farlo è necessario un
buon servizio, afferma. "Ma con i tempi di attesa estremi, i clienti
vengono fatti scappare".
Sempre meno personale e sempre meno sportelli. Peggioramento costante
Secondo la testata zurighese
i dati delle FFS mostrano che il personale agli sportelli è sempre meno
numeroso: dal 2017 sono stati tagliati molti posti di lavoro nel comparto.
Anche il numero di stazioni servite è in costante diminuzione: nel 2002 le
stazioni delle FFS che avevano una biglietteria erano 334, mentre oggi sono
142, meno della metà. Secondo l'azienda se si libera personale nelle piccole
realtà è possibile impiegarne di più in quelle grandi: per K-Tipp però i tempi
di attesa nelle grandi stazioni non si sono ridotti, ma piuttosto allungati. In
un test del 2012 le persone avevano aspettato a Berna per un massimo di 17
minuti, mentre nell'attuale indagine la durata più lunga è stata di 51 minuti,
tre volte tanto.
Reazioni delle FFS: “insoddisfatti, ma abbiamo previsto 14 impieghi in più"
Il giornale ha
confrontato le FFS con i risultati dell'indagine. "Il nostro obiettivo è
servire l'80% dei clienti entro dieci minuti in media annua: attualmente non
riusciamo a raggiungere questo obiettivo e non ne siamo soddisfatti",
afferma in un'intervista Andreas Kaufmann, responsabile delle aree di vendita
delle FFS. "Al momento molti clienti si rivolgono ai nostri centri di
viaggio per collegamenti internazionali, molto più che negli anni precedenti
alla pandemia. Stiamo rispondendo a questa esigenza: nel 2023 rafforzeremo i
grandi centri di viaggio con 14 impieghi supplementari". Ma 14 posti in
più - argomentano gli intervistatori - non risolveranno il problema, tanto più
che per i clienti è incomprensibile vedere come spesso non sia aperta nemmeno
la metà degli sportelli. "Capisco che questo sia irritante", replica
il dirigente. "Ecco perché stiamo rafforzando l'offerta laddove la domanda
è elevata. Ma il numero di clienti in un singolo giorno è difficile da
pianificare e può subire forti oscillazioni. Cerchiamo di adattare gli orari
all'esperienza: ad esempio, apriamo più sportelli la sera. Ma se all'improvviso
ci sono molti clienti al mattino non possiamo sempre reagire in modo
adeguato".
Spingere i viaggiatori verso i distributori automatici?
Ma non è che le FFS -
insiste K-Tipp - spingano i clienti verso i distributori automatici di
biglietti e l'applicazione del cellulare, senza tenere conto delle reali
esigenze dei clienti? "Le FFS stanno chiudendo i centri di viaggio laddove
la domanda è in forte calo", risponde Kaufmann, "molti clienti
vogliono prenotare viaggi internazionali. Vengono al centro viaggi perché non abbiamo
una buona piattaforma di prenotazione per tutte le destinazioni su internet.
Non appena avremo risolto questo problema, il numero di clienti nei centri di
viaggio diminuirà", si dice convinto il manager.

