RadioTV
Continueremo a pagare 335 franchi per il canone
Keystone-ats
07.09.2022 15:40

Foto: ©Chiara Zocchetti
Lo ha stabilito il Consiglio federale, il quale ha anche prolungato la concessione alla SSR fino al 31 dicembre 2024.
Ammonterà ancora a 335 franchi all’anno il canone radioTV per il
biennio 2023-2024. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, prolungando anche
la concessione alla SSR fino al 31 dicembre 2024.
Stabilite le linee generali della nuova concessione
Il governo, precisa una nota governativa odierna, ha anche
definito le linee generali della nuova concessone a partire dal 2025: l'ente
pubblico, che dovrebbe continuare a ricevere 1,25 miliardi l'anno, dovrebbe
orientare maggiormente la sua presenza online alle offerte audio e video - e
limitare ulteriormente i testi scritti per non soffocare la concorrenza di
altri media sul web - e proseguire la sua trasformazione, continuando a
rivolgersi a tutta la popolazione e a tutte le regioni del Paese. Per compensare
il calo degli introiti pubblicitari, la SSR dovrebbe aumentare l'efficienza e
prevedere dei risparmi.
Il canone resta a 335 franchi all’anno
Dopo aver analizzato le entrate e le uscite del canone per gli
anni 2023-2024, l'esecutivo ha deciso di non modificare le tariffe per le
economie domestiche e le imprese per i prossimi due anni. Le proiezioni
dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) indicano che il fabbisogno
aumenterà un po' più rapidamente dei ricavi, soprattutto a causa della
compensazione del rincaro.
Tuttavia, il divario rimane minimo e non giustifica un adeguamento
del canone. Potrà essere compensato dalle riserve pari a 189 milioni accumulate
negli ultimi anni per far fronte a variazioni impreviste di reddito o
fabbisogno.
“La SSR deve concentrarsi sugli ambiti non offerti dagli altri”
Per quanto attiene alla nuova
concessione SSR, i cui tratti saranno definiti nel corso del 2023, il Consiglio
federale ha ribadito che l'ente radiotelevisivo deve continuare con la sua
missione al servizio della democrazia e della coesione del Paese e orientare maggiormente
il suo mandato costituzionale di servizio pubblico all'informazione, alla
formazione e alla cultura. Circa l'intrattenimento e lo sport, la SSR si deve
concentrare sugli ambiti non offerti dagli altri fornitori.
Il Consiglio federale sta valutando
di perfezionare ulteriormente questo mandato per consentire alla SSR di far
fronte alla concorrenza delle piattaforme internazionali e di tenere conto del
paesaggio mediatico svizzero.
Verso una presenza online più marcata
In futuro la SSR dovrebbe inoltre
orientare maggiormente la sua presenza online all'offerta audio e video, mentre
si dovrebbero considerare ulteriori restrizioni per i testi scritti. In questo
modo i media privati svizzeri avrebbero più spazio su Internet.
La SSR dovrebbe continuare a
servire tutte le regioni del Paese, in tutte le lingue nazionali e tutte le
fasce d'età. La sua partecipazione al canone dovrebbe rimanere a 1,25 miliardi
all'anno. Dopo le discussioni con la SSR, la nuova concessione sarà oggetto di
una consultazione pubblica.
L’offerta all’estero
Anche l'accordo sulle prestazioni
tra la Confederazione e la SSR concernente l'offerta editoriale destinata
all'estero è prorogato sino a fine 2024. Questo definisce i servizi che la SSR
deve fornire per informare gli svizzeri all'estero sull'attualità del nostro
Paese e per sostenere la presenza mediatica della Svizzera all'estero.
L'importo dei contributi finanziari
della Confederazione rimane invariato. Questo copre la metà delle spese per i
servizi mediatici forniti da swissinfo e tvsvizzera.it, nonché delle
collaborazioni televisive con TV5 Monde e 3Sat.

