
Un no convinto all’iniziativa «200 franchi bastano»
Forte presa di posizione in vista dell'8 marzo da parte dell'Associazione per la difesa del servizio pubblico

Forte presa di posizione in vista dell'8 marzo da parte dell'Associazione per la difesa del servizio pubblico

È quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi. Non emerge alcuna divisione tra uomini e donne, ma i risultati del sondaggio rivelano una frattura tra destra e sinistra.

La Camera del popolo ha approvato due progetti legislativi già accolti dagli Stati lo scorso mese di giugno. Il secondo concerne un potenziamento delle misure generali di sostegno ai media elettronici.

Il Consiglio federale propone di ridurre gradualmente il canone radiotelevisivo a 300 franchi entro il 2029. Questa è la controproposta all'iniziativa popolare che chiedeva di abbassarlo a 200 franchi l'anno, bocciata oggi. Dopo la conferenza stampa del Governo, a prendere la parola davanti ai microfoni di Ticinonews è il direttore della RSI.

La cancellazione dell'adeguamento al carovita, il calo degli introiti pubblicitari e la riduzione del canone proposta dall'Esecutivo "porterebbero la SSR a perdere fino a 240 milioni di franchi all'anno a partire dal 2027"..

Forti differenze emergono invece in funzione dell'orientamento politico: l'87% dei simpatizzanti dell'UDC sostiene la proposta di modifica costituzionale, così come il 75% del PLR. Secco "no" invece a sinistra.

Il direttore generale della SSR avverte sulle conseguenze di un'approvazione dell'iniziativa "200 franchi bastano".

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un uomo che si sentiva penalizzato nel pagamento del canone in quanto unico componente di un nucleo familiare.

Il Consiglio degli Stati ha respinto un'iniziativa di Fabio Regazzi, che chiedeva di esentare le piccole e medie imprese dal balzello.

Lo ha stabilito il Consiglio federale, il quale ha anche prolungato la concessione alla SSR fino al 31 dicembre 2024.