FFS
Durante i controlli sui treni "i passeggeri non hanno diritto alla flessibilità"
Keystone-ats
18.07.2024 16:40

Foto: © Shutterstock
Al centro della polemica vi sono i viaggiatori che possiedono un biglietto pagato, ma non valido: "Ecco perché è così importante acquistare il biglietto prima del viaggio", commenta Rüsch, responsabile della formazione dei dipendenti FFS.
I passeggeri dei treni non hanno diritto alla flessibilità da parte dei
controllori quando sono in possesso di un biglietto acquistato regolarmente, ma
che presenta problemi formali, oppure che è stato comprato online con qualche
istante di ritardo: lo afferma Pascal Rüsch, responsabile della formazione di
coloro che presso le FFS sono addetti alle verifiche.
Lo scandalo
Il tema dei viaggiatori che si trovano ad avere un biglietto non valido ma
che manifestamente non avevano intenzione di frodare - e anzi hanno pagato la
prestazione di trasporto - è da anni al centro di accese discussioni in
Svizzera. Il dibattito è esploso soprattutto negli ultimi giorni quando è
emerso il caso di una 81enne tedesca. La donna era in viaggio in compagnia del
coniuge 85enne per andare a trovare il nipote ed è stata invitata a pagare 252
franchi perché sul biglietto, oltre al cognome, compariva il nome Heidi, quello
da lei usato normalmente, invece di Heidemarie che figura sulla carta
d'identità. "Biglietto non valido", ha sentenziato il controllore,
che non ha voluto sentire ragioni malgrado l'intervento di altri viaggiatori. Uno
di costoro ha poi pagato di tasca propria la sanzione, perché - così ha
spiegato - si vergognava per il comportamento del ferroviere e per l'immagine
del Paese. "È difficile prendere la decisione giusta in queste
circostanze, soprattutto se si è sotto osservazione", afferma Rüsch,
interrogato sul caso in un'intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger (TA).
"Non era certo intenzione del collega far sentire la donna ingiustamente
trattata". Nel frattempo, ricorda il quotidiano, il servizio clienti delle
FFS si è scusato con l'anziana e ha scritto, a nome del Ceo Vincent Ducrot:
"le azioni dell'addetto alla clientela ci sembrano un po' grette".
"Visto dall'esterno certamente", chiosa Rüsch. "Però non ero
direttamente coinvolto in questo caso e non voglio giudicare pubblicamente un
collega. Impareremo la lezione internamente".
E i nomi brevi?
I viaggiatori con nomi brevi come Ruedi o Susi - insiste il giornalista di
TA - possono viaggiare in treno senza preoccupazioni o devono temere che il
loro biglietto online venga dichiarato non valido? "I viaggiatori devono
sapere che i biglietti elettronici sono personali e non trasferibili: dobbiamo
quindi essere in grado di identificarli chiaramente", spiega
l'intervistato. "È quindi meglio utilizzare il nome ufficiale. Altrimenti,
la data di nascita, che è stampata sul biglietto per i biglietti acquistati in
questo paese, aiuta comunque l'identificazione".
Polemiche anche per i biglietti online
Un altro motivo di dibattito - ricorda la testata zurighese - riguarda i
biglietti online che non vengono accettati se sono acquistati pochi secondi
dopo la partenza del treno. Questo vale anche se la colpa è della scarsa
connessione internet sul treno o in stazione. "Se ci sono stati ritardi
tecnici, l'irritazione è comprensibile. D'altra parte, la regola è semplice e
chiara: il biglietto deve essere acquistato prima della partenza del convoglio.
È sempre meglio comprarlo prima di salire a bordo. In questo modo si possono
risparmiare molti problemi". Se vi sono difficoltà di connessione il
ticket può però arrivare con qualche secondo di ritardo, ribatte il cronista:
non è un po' meschino che questo venga contestato, soprattutto se il biglietto
viene controllato un quarto d'ora dopo? "Valutiamo ogni caso
singolarmente", risponde lo specialista. "Ma bisogna essere
consapevoli che non esiste un diritto alla flessibilità" (Kulanz,
nell'intervista in tedesco). "Ecco perché è così importante acquistare il
biglietto prima del viaggio".
Ma i controllori possono essere accomodanti?
"Esiste un margine di manovra che può essere utilizzato nei singoli
casi. Ma ancora una volta: i viaggiatori non hanno il diritto di beneficiarne.
Se si deve pagare un sovrapprezzo si può contattare l'ufficio competente
indicato sul modulo", aggiunge l'esperto. Il personale vorrebbe avere più
margine di manovra? "È una questione individuale: alcuni vorrebbero agire più sulla base
della loro esperienza, altri preferiscono linee guida chiare". Secondo
Rüsch il lavoro di controllore è sempre stato impegnativo ed è destinato ad
esserlo ancora di più: ci sono più viaggiatori e più tipi di biglietti che il
personale deve conoscere. Ma ci sono anche le situazioni problematiche: "Abbiamo
notato che la soglia di inibizione si è abbassata in caso di conflitti,
soprattutto di notte: vi sono insulti verbali, minacce e dipendenti che vengono
urtati. La maggior parte dei contatti con i clienti è comunque ancora
positiva. Inoltre, formiamo
tutti i nuovi assistenti alla clientela sulla prevenzione della violenza: si
esercitano con scenari realistici, nelle carrozze ferroviarie e in uniforme. Anche
tutti i dipendenti già in organico completeranno nuovamente questo corso.
Vogliamo che il nostro personale si senta sempre al sicuro".
È difficile reperire personale?
"Riusciamo ancora a trovarne, ma la ricerca è diventata più
complessa". La fluttuazione è aumentata. "Si tratta di un lavoro
bello, ma anche impegnativo. Abbiamo 2200 assistenti clienti e formiamo quasi
300 persone ogni anno", conclude Rüsch.

