Ticino
Giulia Petralli interroga il Consiglio di Stato sulle scuole private
Redazione
30.12.2023 19:57

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
In seguito al caso dell'Istituto S. Anna del 2023, la deputata dei Verdi del Ticino chiede a Bellinzona se il funzionamento delle scuole private in Ticino è tenuto sotto controllo.
"Falsi voti e diplomi comprati all’Istituto S.
Anna: qual è la valutazione del Consiglio di Stato?" è il titolo dell'interrogazione che Giulia Petralli (deputata dei Verdi del Ticino) ci comunica oggi avere inoltrato al Consiglio di Stato.
Il caso Istituto Sant'Anna del 2023
"Il 9 novembre 2023", si legge nel comunicato, "la stampa ticinese
riportava la notizia secondo cui contro il direttore di una scuola privata era
stato aperto un procedimento penale per reati finanziari, nello specifico per
amministrazione infedele, truffa, appropriazione indebita e falsità in
documenti. Si apprendeva poco dopo che la scuola in questione era l’Istituto
Sant’Anna di Lugano. Il 28 dicembre 2023, in seguito alla
segnalazione di un genitore, il portale Ticinonline forniva maggiori dettagli
rispetto ai presunti reati commessi dall’ormai ex direttore dell’Istituto."
Le truffe dell'ex direttore
"Nell’articolo", aggiunge Giulia Petralli, "si apprende per esempio che l’ex direttore avrebbe truffato
studenti e genitori pretendendo un compenso monetario per far svolgere agli
allievi attività varie, come l’accesso a uno stage, le gite scolastiche e le
fotocopie. Secondo la segnalazione, inoltre, l’ex direttore 'prometteva una
scorciatoia per ottenere il diploma ai ragazzi dell'ultimo anno di liceo che
scolasticamente facevano fatica. In sostanza li faceva smettere di frequentare
le lezioni mesi prima della fine dell’anno scolastico e li portava a Napoli a
prendere una presunta maturità, che veniva comprata con vari biglietti da
mille'. Oltre a ciò", si legge ancora, "sembrerebbe che alcuni studenti si
trovano a dover recuperare anni scolastici a causa di un errato riconoscimeto
degli anni frequentati in altre sedi."
Le cinque domande poste al Consiglio di Stato
Secondo la deputata, "nonostante gli accertamenti siano in corso da
parte della giustizia, il caso solleva interrogativi inquietanti su una scuola
privata da anni attiva in Ticino e sui possibili controlli da parte dello Stato
in merito al suo corretto funzionamento." Le considerazioni espresse la portano quindi a porre le seguenti domande a Bellinzona:
"1. In
base alle sue informazioni ci sono già stati casi analoghi in scuole private in
Ticino? Quali, quando e con quali conseguenze?
2. Quale
tipo di controllo viene attualmente effettuato dal Cantone sul funzionamento di
scuole come l’Istituto S. Anna a tutela della qualità dell’insegnamento e degli
allievi?
3. Ritiene
sufficiente la base legale esistente per prevenire il possibile insorgere di
simili incresciosi reati in questo tipo di scuole? Intende proporre un
rafforzamento della base legale esistente?
4. In
base alle sue informazioni quanti sono le allieve e gli allievi dell’Istituto
S. Anna che saranno verosimilmente costretti a recuperare degli anni
scolastici?
5. In
base alle sue informazioni quanti sono le allieve e gli allievi dell’Istituto
S. Anna che saranno verosimilmente costretti a recuperare esami di
maturità?"

