Sondaggio
Gli svizzeri si sacrificano per il clima, ma non toglietegli l’auto
Keystone-ats
08.09.2022 17:04

Foto: © Shutterstock
Uno svizzero su due afferma di riuscire a fare qualche sacrificio in favore dell’ambiente, basta non toccare il settore della mobilità. In questo settore il 40% degli intervistati dice che un cambiamento di abitudini è difficile.
Sì a qualche sacrificio per l’ambiente, ma l’auto viene con me. Si
potrebbe riassumere così l’esito del sondaggio effettuato da Sotomo in merito allo
stile di vita rispettoso del clima.
Uno svizzero su due dice di rispettare il clima
Stando all'inchiesta pubblicata oggi e commissionata dal fornitore
di elettricità bernese BKW, il 44% delle quasi 3000 persone interrogate nella
Svizzera tedesca e in Romandia ritiene che la propria esistenza sia molto o
piuttosto rispettosa del clima. Il 48% dichiara poi di pensare a questo aspetto
nelle azioni e decisioni quotidiane.
La mobilità privata è il tallone d’Achille
Per quanto riguarda gli ambiti in cui gli svizzeri si dicono
disposti a fare concessioni pensando al cambiamento climatico, spicca in
negativo quello della mobilità quotidiana: solo il 28% rivela di aver già
rinunciato a qualcosa, mentre per il 40% è difficile che ciò avverrà. A titolo
di paragone, nel settore viaggi e vacanze la prima percentuale sale al 51% e la
seconda scende al 31%, in quello dell'alimentazione al 40% e al 30%.
Sì all’efficienza energetica, ma senza costi supplementari
In alcuni settori, la mancanza di potere decisionale ostacola i
comportamenti pro ambiente. Ad esempio, gli inquilini, che rappresentano quasi
due terzi della popolazione, dicono di avere le mani legate in molti aspetti.
Gran parte degli intervistati vorrebbe che i proprietari fossero obbligati ad
agire per rendere le abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico.
Tuttavia, il 33% non vorrebbe spese supplementari, mentre il 47% è favorevole
incondizionatamente.
I proprietari d’immobili sono “pro ambiente”
Quanto ai proprietari, il 75% afferma di aver già realizzato
almeno un investimento orientato a una migliore efficienza energetica, oppure
prevede di farlo in un futuro prossimo.
“La transizione energetica è troppo lenta”
Globalmente sembra esserci accordo unanime sugli obiettivi da
perseguire in un contesto di penuria, anche perché molti di questi
consentirebbero di prendere due piccioni con una fava, dato che andrebbero
anche ad attutire l'impatto sul cambiamento climatico.
Per esempio, nei limiti del possibile, l'energia andrebbe prodotta
localmente, da fonti rinnovabili e con conseguenze minime sulla natura. La
maggior parte delle persone vorrebbe invece un deciso accantonamento del
nucleare. In generale, tre quarti degli interrogati pensa comunque che la
transizione energetica stia avvenendo troppo lentamente.
Tra le fonti rinnovabili, oltre all'idroelettrico, gli svizzeri
privilegiano il solare. La maggioranza è favorevole ad accogliere impianti
fotovoltaici nei paraggi. Alla voce sviluppi tecnologici, tra le tante opzioni
disponibili quella più gradita appare essere l'installazione di un sistema di
illuminazione pubblica intelligente.

