Svizzera
Il Sindacato dei media: «Nessuna carta bianca per restrizioni al servizio pubblico mediatico»
Red. Online
10.03.2026 15:14

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Le dichiarazioni del consigliere federale Albert Rösti circa la necessità di ridimensionare l'offerta di intrattenimento e sport preoccupano il SSM - «Si rispetti la volontà popolare»
L’elettorato svizzero ha respinto nettamente - con il
61,9% - l’iniziativa popolare «200 franchi bastano». Un
risultato che, scrive il Sindacato svizzero dei media, conferma ancora una
volta l’ampio sostegno a favore di un servizio pubblico mediatico forte. Le
dichiarazioni del consigliere federale Albert Rösti all’indomani della
votazione «fanno tuttavia dubitare che egli interpreti il risultato allo stesso
modo. Dopo questo chiaro ‘no’, il Governo non ha ricevuto alcun assegno in
bianco per ulteriori limitazioni del mandato della SSR. Al contrario: la
volontà popolare deve essere rispettata nella definizione della concessione».
I timori
Le restrizioni all'offerta sportiva e di
intrattenimento della SSR «comporterebbero costi aggiuntivi invece di un
alleggerimento per le famiglie», rileva il sindacato. Nell’ambito della
procedura di consultazione sulla revisione parziale dell’ordinanza sulla
radiotelevisione, «molti si erano già espressi contro ulteriori limitazioni
dell’offerta della SSR». Proprio nel settore dello sport «si vede quanto la SSR
sia fondamentale per la popolazione in generale. Ma questo sembra preoccupare
poco l’Esecutivo. Secondo il ‘ministro’ dei media Rösti, la riduzione del
canone da 335 a 300 franchi - già decisa ma non sottoposta al voto popolare -
comporterà una riduzione dell'offerta sportiva, di intrattenimento e digitale,
che si rifletterà anche nella nuova concessione». Queste restrizioni – deplora il
sindacato – comporteranno costi aggiuntivi per le famiglie. Ad esempio, se i
diritti di importanti eventi sportivi con partecipazione svizzera fossero
commercializzati esclusivamente da privati.
«Le associazioni vengono penalizzate»
In questo modo il Consiglio federale «manca il suo
obiettivo reale: alleggerire il carico fiscale delle famiglie attraverso una
riduzione del canone mediatico». Allo stesso tempo, «ignora la volontà del
popolo di mantenere la SSR come fornitore di programmi completi nell'attuale
diversità. Vengono così penalizzate anche tutte quelle associazioni e
organizzazioni che nella campagna contro l’iniziativa si sono impegnate a
favore del mantenimento di questa stessa diversità, al fine di consentire al
popolo svizzero un accesso agevole a un'offerta ampia ed equilibrata». Per
l'SSM «un servizio pubblico mediatico forte, diversificato e radicato in tutte
le regioni linguistiche è fondamentale per la Svizzera e, dopo questo chiaro
risultato della votazione, deve continuare a garantire la sua offerta attuale».

