
La libertà di stampa al centro del dibattito dell'Usi
Ieri sera nell'auditorium dell'università sono stati presentati tre cortometraggi che mostrano la «catastrofica situazione» a Hong Kong, Gaza e Iran

Ieri sera nell'auditorium dell'università sono stati presentati tre cortometraggi che mostrano la «catastrofica situazione» a Hong Kong, Gaza e Iran

Le dichiarazioni del consigliere federale Albert Rösti circa la necessità di ridimensionare l'offerta di intrattenimento e sport preoccupano il SSM - «Si rispetti la volontà popolare»

Secondo l'associazione, misure simili contribuiscono in modo manifesto ad intaccare e a mettere in pericolo la coesione nazionale e, di conseguenza, la salvaguardia del plurilinguismo

Venendo agli altri in votazione l’8 marzo, per quel che concerne l'iniziativa per un fondo per il clima si profila una bocciatura, mentre i favorevoli sono in vantaggio sia per la legge federale sull'imposizione individuale che per l'iniziativa sul denaro contante e il corrispondente controprogetto

A partire dal prossimo primo marzo, l'azienda verrà suddivisa in due unità distinte: «Premium Digital» e «Premium Print & E-Paper»

Gli editori ripongono le loro speranze nella mozione presentata dalla consigliera agli Stati Petra Gössi e adottata da entrambe le Camere federali, che prevede un obbligo di remunerazione per l'utilizzo di prestazioni giornalistiche da parte dell'IA.

Uno studio dell'Università di Zurigo individua la necessità di un intervento politico nel sostegno ai media, nella tutela della proprietà intellettuale e nella promozione della competenza mediatica.

"20 Minuti" e i corrispettivi giornali per la Svizzera tedesca e romanda hanno salutato i loro lettori con una versione speciale in cui il quotidiano gratuito appartenente al TX Group si è messo per una volta al centro dell'attenzione.

Il media ha sottoscritto contratti di acquisizione con le ditte JCDecaux SE e Pargesa Asset Management, entità da cui aveva già comprato la prima quota di un quarto nel 2024. L'operazione ha un valore di 132 milioni di franchi e deve ancora essere approvata.

Il sindacato svizzero dei media e il personale temono che l'approvazione del testo porterebbe alla soppressione di migliaia di posti di lavoro e alla scomparsa di molte trasmissioni fondamentali per la coesione nazionale.

L’abbandono delle FM a fine dicembre 2024 ha causato alla SSR una diminuzione del 14% degli ascoltatori radiofonici. Un eventuale rientro non potrebbe avvenire prima del 2027.

La CTT-N chiederà alla sua Camera di rinviare al Consiglio federale il progetto che modifica la legge sul diritto d’autore affinché lo completi in tal senso.

La CTT-S si oppone a ulteriori tagli nel finanziamento dei media e ricorda che sono già previste misure di sgravio finanziarie per le famiglie e le piccole e medie imprese.

Il termine per la raccolta delle 50'000 firme necessarie scade domani, ma tenendo conto della proporzione prevista di sottoscrizioni non valide, è chiaro che non sarebbe stato possibile raccoglierne abbastanza.

Il taglio dovrebbe tradursi in una ventina di licenziamenti. Si provvederà anche a una riduzione dei costi e dei mezzi di produzione.

Il disegno di legge prevede che in futuro i grandi servizi online paghino un indennizzo ai media locali per usare i loro articoli. Saranno assoggettati a tale obbligo le piattaforme che contano un numero annuo medio di utenti pari ad almeno il 10% della popolazione svizzera.

L'associazione dei giornalisti non crede alle promesse di futuri investimenti, mentre il sindacato critica duramente in particolare la centralizzazione delle redazioni.

Stando all'UFCOM nel 2024 l'emittente di Melide ha trasmesso oltre 50 minuti al giorno di contenuti locali e tra le radio commerciali figura essere tra le più attive.

Nel corso dei lunghi dibattiti tutti i partiti, tranne l'UDC, hanno criticato l'iniziativa. Anche il Consiglio federale è contrario. Il dossier passa ora agli Stati.

L'Esecutivo raccomanda al Parlamento di accogliere una mozione in proposito della deputata PVL Barbara Schaffner (ZH). Il sostegno proposto non dovrebbe dipendere dal contenuto dei media o dai loro articoli presi isolatamente, bensì andrebbe calcolato sulla base del numero di giornalisti impiegati.

La classifica mondiale stilata da Reporter senza frontiere piazza la Confederazione in nona posizione. Bianchi (Syndicom): "Non possiamo dire che in Svizzera la stampa non è libera nel suo complesso, ma è una libertà che si sta erodendo".

L’Esecutivo chiede al Parlamento di entrare nel merito del progetto della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni degli Stati, e di approvare a larga maggioranza le modifiche che il testo prevede.

L'impresa mediatica argoviese è ritornata in cifre nere, la società zurighese ha aumentato le entrate del 2% a 114,9 milioni di franchi, compensando la contrazione del mercato pubblicitario.

Il dossier è ora pronto per le votazioni finali. Gli importi messi a disposizione inizialmente vanno però rivisti al ribasso: da 45 a 40 milioni.

La proposta formulata dall’allora deputato centrista Lorenzo Jelmini potrebbe venire rispolverata. Il relatore: "I conti del cantone in questi anni non ci hanno permesso di velocizzare sul tema”.

Il direttore del quotidiano bellinzonese commenta gli annunciati tagli che toccheranno la testata. "Un passaggio delicato di cui avremmo fatto volentieri a meno".

Toccata e fuga nelle redazioni di cinque periodici ticinesi che persistono nel proporre le piccole-grandi storie della vita quotidiana su carta, ma che interagiscono con il web.

Queste disposizioni garantiscono ai giornalisti l'accesso ai documenti ufficiali. Tuttavia, l'anno scorso i professionisti della stampa hanno ancora incontrato resistenza.

Stando a Reporter Senza Frontiere, il Messico concentra oltre il 30% dei casi. Complessivamente, quasi un centinaio di giornalisti risultano scomparsi nel mondo.

Secondo Susanne Wille, è difficile raggiungere il grande pubblico solo con la programmazione di notizie. In merito invece al programma di risparmio, l'azienda è alla ricerca di soluzioni che comportino un minor numero di licenziamenti.