Economia
Industria tecnologica, prospettive modeste per il 2023
Keystone-ats
16.05.2023 10:56

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
I recenti aumenti dei tassi d'interesse e quelli ancora prevedibili da parte delle principali banche centrali potrebbero frenare ulteriormente l'economia e quindi la domanda di prodotti dell'industria tecnologica svizzera.
La situazione
economica dell'industria tecnologica svizzera (industria metalmeccanica ed
elettrica e settori tecnologici affini) è attualmente ancora buona. Rispetto
all'anno precedente, nel primo trimestre del 2023 sono aumentate sia le vendite
(+4,9%) sia le esportazioni (+2,8%). Tuttavia, il calo delle nuove commesse
(-4,8%) riscontrato nel primo trimestre e il basso indice globale dei
responsabili degli acquisti (PMI) lasciano presagire tempi molto più difficili.
Inoltre, i recenti aumenti dei tassi d'interesse e quelli ancora prevedibili da
parte delle principali banche centrali potrebbero frenare ulteriormente
l'economia e quindi la domanda di prodotti dell'industria tecnologica svizzera.
Il ruolo del conflitto e le altre tensioni
Esistono anche
importanti rischi economici. Tra questi, l'ulteriore evoluzione della guerra in
Ucraina e le tensioni tra Cina e Stati Uniti. Le aziende sono sempre più
preoccupate per la concorrenza delle sovvenzioni da parte degli Stati Uniti e
dell'Unione Europea, che sta mettendo sotto pressione la Svizzera quale piazza
commerciale. Le opportunità per l'industria tecnologica nascono in particolar
modo attraverso le innovazioni tecnologiche atte a limitare i cambiamenti
climatici. Swissmem sostiene quindi la Legge sul clima e l'innovazione (LOCli),
che sarà sottoposta in votazione il 18 giugno 2023.
Portafoglio ordini ancora elevato
Nell'industria
tecnologica svizzera, nel primo trimestre del 2023 il fatturato è aumentato del
+4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo aumento del
fatturato è stato significativamente più pronunciato per le grandi aziende
rispetto a quello delle PMI. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno
precedente, nel primo le commesse in entrata sono diminuite del -4,8%. Nel
complesso, il livello del portafoglio ordini è ancora elevato, come dimostra il
buon utilizzo della capacità produttiva delle aziende, pari all'89,5%. È
superiore al valore medio dell'86,2% calcolato sul lungo periodo.
Aumento delle esportazioni in tutti i principali mercati
Nel primo trimestre
del 2023, rispetto allo stesso dell'anno precedente, le esportazioni di beni
dell'industria tecnologica svizzera sono aumentate del +2,8%, raggiungendo un
valore di 18,4 miliardi di franchi. Le esportazioni sono aumentate verso tutti
i principali mercati. In particolare, sono cresciute del +3,4% verso gli Stati
Uniti, del +3% verso l'Asia e del +2,9% verso l'UE. Lo sviluppo delle
esportazioni per i principali gruppi di prodotti è diversificato. Mentre le
esportazioni sono aumentate nel campo dell'industria meccanica (+6%),
dell'elettrotecnica/elettronica (+5,4%) e degli strumenti di precisione
(+1,2%), sono invece diminuite significativamente per i metalli (-5,7%).
Quest'ultimo dato dimostra quanto le aziende che operano in questo settore
siano fortemente influenzate dai persistenti prezzi elevati dell'energia e
dalle sovvenzioni all'estero.
Gli elevati costi dell'energia e delle materie prime frenano lo sviluppo degli utili
L'ottimo andamento
degli affari riscontrato nell'ultimo anno non ha portato a un miglioramento
significativo della situazione degli utili per le aziende del settore
tecnologico. Sempre il 18% delle aziende riporta un margine EBIT negativo e per
il 27% è positivo ma insufficiente, inferiore al 5%. "L'aumento dei prezzi
delle materie prime e dell'energia dovuto alla guerra in Ucraina, così come i
continui problemi in alcune aree delle catene di approvvigionamento, hanno messo
i margini sotto forte pressione", afferma Stefan Brupbacher, direttore di
Swissmem. "Per preservare la capacità delle aziende di investire e
innovare, queste non possono essere gravate da costi aggiuntivi",
sottolinea Stefan Brupbacher. È vero che la situazione economica generale della
maggior parte delle aziende dell'industria tecnologica svizzera è ancora buona.
Tuttavia, le differenze tra i vari settori sono notevoli. Sono particolarmente
sotto pressione le aziende ad alta intensità energetica, le PMI e, in misura
crescente, l'industria meccanica. Le aziende che offrono prodotti e servizi
legati alla trasformazione del sistema di approvvigionamento energetico godono
invece di un buon andamento.
Prospettive contenute
Le prospettive per i
prossimi mesi non consentono un grande ottimismo. "Le aziende stanno
attualmente beneficiando dell'ottima raccolta di commesse dell'anno
scorso", commenta Brupbacher. "Il calo delle commesse nel primo
trimestre e il livello dell'indice PMI dei responsabili degli acquisti,
attualmente al di sotto della soglia di crescita in tutti i principali mercati,
indicano un significativo raffreddamento." Parallelamente, vi sono
notevoli rischi. I recenti aumenti dei tassi d'interesse da parte delle
principali banche centrali potrebbero frenare ulteriormente l'economia e dunque
la domanda di prodotti dell'industria tecnologica. Inoltre, rimane tesa la
situazione per l'approvvigionamento energetico. Grossi rischi per l'economia
globale risiedono anche in un'ulteriore escalation della guerra in Ucraina e in
un'intensificazione delle tensioni tra Cina e Stati Uniti.
Swissmem sostiene l'obiettivo emissioni nette pari a zero entro il 2050
Oltre alla situazione
geopolitica tesa, il cambiamento climatico rimane una sfida importante sul lungo
periodo. "Le innovazioni tecnologiche sono l'unico modo per limitare il
cambiamento climatico e allo stesso tempo mantenere la prosperità in
Svizzera", afferma Martin Hirzel, presidente di Swissmem.
"L'obiettivo è quello di arrivare a emissioni nette pari a zero. E
l'industria tecnologica fornisce le soluzioni per raggiungere questo obiettivo.
Ecco perché il Comitato Swissmem ha deciso di votare a favore della Legge sul
clima e l'innovazione LOCli", sottolinea Martin Hirzel. Allo stesso tempo,
Swissmem sostiene anche l'imposizione minima dell'OCSE. Entrambe le proposte di
legge saranno sottoposte a votazione il 18 giugno 2023.

