Aumento dei prezzi
Inflazione al 3.5% in agosto
Keystone-ats
01.09.2022 09:08

Foto: ©Chiara Zocchetti
Lo scorso mese il rincaro è ancora aumentato. Nell’Eurozona il rincaro registrato ad agosto è stato del 9.1%. Il Ticino è la regione che soffre di più.
Continua a crescere,
anche se lievemente, l’inflazione in Svizzera. Lo scorso mese di agosto il
rincaro è stato del 3.5%, lo 0.1% in più rispetto a giugno e luglio, nonché ai
massimi da quasi 30 anni a questa parte. Lo dice l’Ufficio federale di
statistica.
Stando ai dati
pubblicati oggi nell'ottavo mese dell'anno l'indice dei prezzi al consumo si è
attestato a 104,8 punti, in progressione dello 0,3% rispetto a luglio. I dati
diffusi oggi sono nella fascia alta delle attese degli analisti, che
scommettevano su valori annui che andavano dal 3,3% al 3,5%.
Dati in continuo aumento
Il rincaro non
accenna quindi a diminuire, confermando una tendenza che dura ormai da tempo:
si registra infatti il 20esimo mese consecutivo in cui il dato non si abbassa.
Il valore di agosto è inoltre il più elevato da quello (del 3,6%) registrato
nell'agosto 1993. A titolo di confronto storico alcuni mesi del 1991 superarono
il 6% e nel 1973 si videro dati superiori all'11%; per non parlare dell'agosto
1941, quando venne toccato il 17,7%. Negli ultimi anni per contro l'inflazione
in Svizzera - come in vari altri Paesi - è stata addirittura negativa:
prendendo la sequenza 2014-2021, i tassi sono stati 0,0%, -1,1%, -0,4%, +0,5%,
+0,9%, +0,4%, -0,7% e +0,6%.
Inflazione del 9.1% nell’Eurozona
Vista in un'ottica
internazionale l'inflazione elvetica può peraltro essere considerata ancora
relativamente limitata, nel contesto attuale: per fare un paragone
nell'Eurozona (è notizia di ieri) ha toccato il 9,1% in agosto, un livello mai
registrato dalla nascita dell'Unione economica e monetaria.
A cosa è dovuto il rincaro in Svizzera
Tornando nella
Confederazione, secondo l'UST la crescita dell'indice in agosto rispetto al
mese precedente è il risultato diversi fattori, tra cui l'aumento dei prezzi
dei servizi ospedalieri stazionari, dei servizi delle istituzioni sociali e
degli affitti delle abitazioni. È invece diminuito il costo del noleggio di
veicoli personali, delle analisi di laboratorio e dei carburanti.
I dati nel dettaglio
Nel dettaglio,
rispetto a luglio i prezzi dei prodotti indigeni sono saliti dello 0,2%, mentre
quelli dei prodotti importati sono progrediti dello 0,6%. Su base annua i primi
segnano +1,8%, i secondi +8,6%. Lo zoccolo dell'inflazione - che nella
definizione dell'UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti
freschi e stagionali, energia e carburanti - ha mostrato variazioni pari a
+0,3% (mese) e +2,0% (anno).
L'UST calcola anche
un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia
in uso nell'Unione europea, con l'obiettivo di raffrontare i dati elvetici con
quelli della nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva agosto presenta
un rincaro di +0,3% (mese) e di +3,3% (anno).
Dati “falsati”
Come noto l'efficacia
dell'indice dei prezzi al consumo nell'illustrare il costo della vita percepito
dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è
particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso
calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell'assicurazione
malattia di base, un punto di spesa che è spesso in forte progressione nei
bilanci delle famiglie elvetiche.
Il Ticino è la regione che soffre di più
Una recente indagine
di Comparis e del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di
Zurigo (KOF) ha inoltre messo in luce che il Ticino è la regione che soffre di
più dell'aumento dell'inflazione.
Il rincaro stabilito
dall'UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali
agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell'ambito dei
divorzi.

