Crisi energetica
Le aziende svizzere si preparano al rischio di penuria energetica
Keystone-ats
05.09.2022 16:25

Foto: ©Gabriele Putzu
Dallo spegnimento delle luci e delle insegne all’abbassamento della temperatura dei riscaldamenti. Molte imprese hanno già adottato misure per ridurre i consumi energetici, altre lo stanno per fare.
Le aziende svizzere
si preparano al rischio di penuria energetica. Dal settore della vendita al
dettaglio a quello alberghiero e della ristorazione, ai trasporti e
all'industria, diversi attori hanno adottato o si apprestano ad adottare
misure.
Le scelte della grande distribuzione
Da settembre Coop ha
messo in atto diverse misure di risparmio energetico, ha indicato un portavoce
all'agenzia AWP. È entrato in vigore lo spegnimento delle luci interne e delle
insegne per tutti i supermercati, negozi specializzati, uffici, magazzini e
centri logistici. Anche la temperatura del riscaldamento è diminuita di due
gradi. Coop rinuncia pure alle illuminazioni esterne per le festività di fine
anno. Anche gli investimenti nella sostenibilità apportano il loro contributo,
come i pannelli solari installati sugli edifici.
Migros ha "messo
in atto un sistema di gestione di crisi professionale e collaudato, nel quale
differenti scenari possibili sono oggetto di esercizi e di preparativi
regolari", spiega un addetto stampa. La situazione attuale è vista come
una "motivazione per accelerare ulteriormente la nostra strategia di
sostenibilità". Si investe nella produzione, ad esempio sostituendo gli
impianti di riscaldamento a gas con quelli a pellet di legno.
Aldi ha modernizzato
la sua infrastruttura: ora utilizza solo lampadine a LED ad alta efficienza e
impiega un sistema di riscaldamento e raffreddamento che sfrutta il calore
generato dalle celle frigorifere per riscaldare i negozi. Altre misure
potrebbero essere adottate, "a seconda della situazione". Inoltre, 60
filiali sono già dotate di pannelli solari.
"Da diversi mesi
abbiamo creato un gruppo di lavoro specifico per la questione energetica che
analizza costantemente l'evoluzione della situazione, in particolare dei
prezzi, ed è in contatto con le istituzioni", sottolinea una portavoce di
Manor. Nelle prossime settimane sono previste misure concrete che si aggiungono
a quelle già in atto da "molti anni", come l'illuminazione a LED.
Esse riguardano in particolare l'illuminazione delle vetrine e il
riscaldamento. Manor rinuncerà anche alle illuminazioni natalizie all'esterno
di tutti i suoi 59 grandi magazzini.
Altri dettaglianti,
come Fnac Svizzera e Globus, hanno dichiarato che stanno lavorando a misure di
risparmio energetico: "Si stanno valutando delle misure, ma è troppo
presto per comunicarle", sottolinea un portavoce.
“Si rischia una riduzione delle vendite”
L'Associazione di
categoria avverte che alcune delle misure di risparmio comporteranno una
riduzione delle vendite. "Studi dimostrano che se il funzionamento delle
scale mobili di un centro commerciale a più piani viene interrotto, i negozi ai
piani superiori perdono vendite", afferma Patrick Kessler, direttore
generale dell'associazione. Questi raccomanda misure di risparmio che "non
influenzino i consumi e quindi le entrate". Inoltre, se si dovesse
introdurre un sistema di contingentamento, come, ad esempio, un orario di
apertura limitato, occorrerà discutere la reintroduzione del lavoro ridotto.
Gruppi di lavoro specifici nel settore dei trasporti
Nel settore dei
trasporti pubblici è in corso di elaborazione una strategia globale, indica un
portavoce delle FFS. "Per rimanere efficienti i trasporti pubblici
dipendono da un'alimentazione sicura e affidabile. È quindi certo che una
penuria di energia elettrica avrebbe un impatto sul funzionamento del sistema
ferroviario".
L'azienda ferroviaria
ha istituito un gruppo di lavoro specifico, supportato dall'Unione dei
trasporti pubblici, il cui compito è preparare l'introduzione di misure
concrete, sottolinea.
Negli aeroporti, in
particolare a Ginevra e Zurigo, portavoce hanno confermato all'AWP che sono
allo studio misure per ridurre i costi energetici in queste infrastrutture
particolarmente energivore.
“Sarebbe un altro duro colpo dopo la pandemia”
Per l'industria
alberghiera e della ristorazione, una carenza di energia sarebbe un altro duro
colpo, dato che il settore non si è ancora ripreso completamente dalla
pandemia. Secondo un sondaggio di Gastrosuisse, circa il 64% degli stabilimenti
è preoccupato per il rischio di carenza energetica. La percentuale è ancora più
alta per i grandi consumatori di energia, che rappresentano circa il 20% dei
membri. Quattro stabilimenti su cinque sono preoccupati perché sarebbero
direttamente interessati da un contingentamento.
Anche il forte
aumento dei prezzi del gas e dell'elettricità è un incentivo al risparmio energetico.
Ad esempio, il 30% degli hotel ha già adottato misure come l'installazione di
timer, la sostituzione delle lampadine o l'abbassamento delle temperature.
"L'aumento dei
costi energetici è una sfida e ha un impatto sui nostri prezzi", afferma
una portavoce del gruppo alberghiero Accor. Le misure di efficienza energetica
sono in atto da anni, in collaborazione con i proprietari degli edifici, e
vista la situazione attuale, è in corso una revisione continua per identificare
altri potenziali risparmi.
Il settore sostiene
le misure volontarie che mirano a ridurre il consumo di energia, ma chiede che
non si proceda a chiusure di installazioni o al divieto di attrezzature che
"mettono a rischio le strutture alberghiere e riportano inutilmente alla mente
gli spiacevoli ricordi della crisi del coronavirus", sottolinea d'Andreas
Züllig, presidente di Hotelleriesuisse.
“A rischio le aziende e i posti di lavoro”
Le imprese del
settore meccanico, elettrico e metallurgico (MEM), i cui processi produttivi
richiedono temperature elevate, dipendono da una fornitura permanente di
energia elettrica, sottolinea l'organizzazione di categoria Swissmem.
Altrimenti, dovranno interrompere completamente la produzione.
Occorre evitare a
tutti i costi una penuria di elettricità o di gas. Una situazione del genere
metterebbe a rischio le aziende e i loro posti di lavoro", dichiara Martin
Hirzel, Presidente di Swissmem. Le imprese industriali che dipendono da una
fornitura ininterrotta di energia devono quindi essere esentate da qualsiasi
razionamento di gas o elettricità.

