Svizzera
Le imprese svizzere sono “resilienti”: no a un intervento dello Stato
Keystone-ats
16.12.2022 17:15

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
I meccanismi per arginare le conseguenze della pandemia di Covid-19 non devono alimentare nelle aziende l'aspettativa che lo Stato adotti misure straordinarie anche in caso di crisi future.
Il Consiglio
federale ha adottato oggi un rapporto sulla resilienza finanziaria delle
imprese svizzere. Gli stabilizzatori automatici esistenti, come l’assicurazione
contro la disoccupazione o il sistema fiscale, svolgono un ruolo importante nel
superamento di una crisi. Le aziende sono in grado di rafforzare da sole la
propria resilienza: non sono quindi necessari nuovi strumenti.
Rafforzare la resistenza delle aziende
Durante le crisi
economiche la capacità produttiva delle imprese è messa a dura prova; le
aziende finanziariamente solide sono meglio attrezzate per affrontare
situazioni di questo genere. La capacità di resistere a shock come flessioni
congiunturali o gravi recessioni è definita “resilienza”. In risposta al
postulato 20.3544 “Rafforzare la resilienza delle aziende svizzere” - che si
concentra sulla costituzione di riserve non soggette a tassazione da parte
delle aziende - il Consiglio federale ha adottato un rapporto su come
rafforzare la resilienza delle aziende svizzere in tempi di crisi.
Ruolo importante degli strumenti esistenti
Il Consiglio
federale ritiene che, nel limite delle loro possibilità, le imprese debbano
essere in grado di premunirsi per far fronte a eventuali rischi. Reputa infatti
che queste ultime siano in grado di rafforzare da sole la propria resilienza in
vari modi, ad esempio tramite la diversificazione delle catene di
approvvigionamento e dei mercati di sbocco, una gestione aziendale lungimirante
o la costituzione di riserve. A livello statale, invece, la resilienza è
favorita da un sistema fiscale equilibrato e un buon quadro normativo, tramite
diversi meccanismi e strumenti in materia fiscale. Si tratta dei cosiddetti
stabilizzatori automatici, concepiti per intervenire automaticamente e con un
effetto stabilizzante durante le fasi di flessione congiunturale, e comprendono
in particolare l'assicurazione contro la disoccupazione, l'indennità per lavoro
ridotto, la struttura del sistema fiscale e il freno all'indebitamento.
Incentivare la costituzione di riserve non sarebbe opportuno
Per valutare la
necessità di intervenire ed esaminare le opzioni per rafforzare la resilienza,
è stata commissionata un'analisi d'impatto della regolamentazione (AIR).
Secondo le imprese intervistate, sia il quadro normativo sia le proprie riserve
finanziarie sono sufficienti. Dall'analisi è emerso che non sono necessarie
nuove misure statali per rafforzare le riserve da un punto di vista economico.
Un compito che spetta alle aziende
I meccanismi per
arginare le conseguenze della pandemia di Covid-19 non devono alimentare nelle
aziende l'aspettativa che lo Stato adotti misure straordinarie anche in caso di
crisi future: è infatti loro responsabilità e interesse costituire riserve
adeguate. Le imprese sono nella posizione migliore per decidere quali parti
degli utili reinvestire, quali distribuire e quali utilizzare per costituire
riserve. Secondo il Consiglio federale, non c'è motivo di influenzare queste
decisioni di gestione aziendale con nuovi strumenti; quelli già consolidati
svolgono un ruolo molto più importante nella gestione delle crisi.

