Svizzera
Legge sul Clima, niente euforia nei media dopo l'approvazione
Keystone-ats
19.06.2023 08:24

Foto: Cdt
Il voto di ieri non risolverà tutti i problemi attuali: all'orizzonte si profilano altri cantieri legislativi per raggiungere l'obiettivo di zero emissioni di carbonio fissato dal Consiglio federale tra un quarto di secolo.
Il "sì" alla Legge sulla protezione del clima è "un segnale forte", ma non provoca euforia nei media svizzeri. Resta la parte più difficile: adottare misure concrete per attuare gli obiettivi della legge. Per il Corriere del Ticino "ora si apre un nuovo capitolo e nei prossimi anni potremo toccare con mano il risultato di questo voto che non è - precisiamolo - un voto epocale e di rottura, o di adesione passiva e dogmatica a certe narrazioni apocalittiche sul clima, ma un pacato prendere consapevolezza che qualcosa va fatto". La legge sulla protezione del clima e l'innovazione - si legge su La Regione - non ha nulla a che vedere con quella sul CO2 del 2021, che mescolava divieti, nuove tasse e misure più o meno coercitive. Scottati da questa brusca battuta d'arresto, Consiglio federale e Parlamento si sono fatti più modesti. Il progetto approvato ieri alle urna è snello, comprensibile e ragionevole: non mette alle strette i proprietari immobiliari e disegna per le aziende un orizzonte preciso verso il quale orientare la pianificazione degli investimenti.
"È la decisione giusta"
Il popolo svizzero ha preso ieri "la decisione giusta" approvando la legge sul clima, affermano 24 Heures e Tribune de Genève in un commento congiunto pubblicato sui loro siti web. Votando a favore del testo sottoposto alle urne, il popolo ha dato un segnale forte per la transizione energetica del Paese, aggiunge Le Temps. Dopo il fallimento della legge sul CO2, la classe politica ha messo a punto una bozza ragionevole in tempi record, sottolinea l'editoriale. "Spogliato delle tasse (...) che avevano ampiamente contribuito ad affossare il progetto 2021, questo testo ha convinto una parte della popolazione preoccupata dall'aumento dei prezzi".
Solo vincitori
L'approvazione della Legge sul clima è "un segno di lucidità" da parte dei cittadini svizzeri, secondo i giornali del gruppo CH Media in lingua tedesca. "La Svizzera non è una gerontocrazia morosa". Molti oggi hanno detto "sì" a un futuro che loro stessi non vivranno. Secondo Le Temps, "raramente una votazione federale ha portato così tanti vincitori al traguardo". Tra i vincitori c'è il ministro del clima Albert Rösti. E la scienza, spesso sotto attacco, secondo il portale in lingua tedesca Watson. Se la nuova legge da sola non farà miracoli, "si tratta di un piccolo passo nella buona direzione", osserva Le Quotidien Jurassien. In questa lotta globale, ciascuno deve contribuire allo sforzo, aggiunge. La saggia Elvezia ammette che c'è un problema climatico e tenta risolverlo.
"Gradevole e indolore"
Ma il voto di ieri non risolverà tutti i problemi attuali. Watson deplora una legge "inoffensiva" che contiene poche misure concrete, a parte i sussidi per la sostituzione del riscaldamento e l'innovazione. Dello stesso avviso ArcInfo, Nouvelliste e Journal du Jura: i tre giornali rilevano come la legge proponga soltanto "una misura concreta: il sovvenzionamento della sostituzione delle vecchie caldaie ad olio combustibile". Dopo il "no" alla legge sul CO2 due anni fa e il "sì" di ieri "senza grande entusiasmo" alla nuova legge per il clima gli "Svizzeri non hanno molta voglia di fare sforzi per il Pianeta", sottolinea un commentatore, per il quale "tutto resta da fare". La rivista online Republik si spinge oltre. A suo avviso, la Legge sul clima è stata accettata solo perché il Parlamento ha escluso "tutti i gruppi di interesse potenzialmente ribelli, come gli agricoltori e gli automobilisti, dalle misure concrete". E si è comprato l'approvazione generale con miliardi di sussidi. "Questa narrazione è esagerata, ma non è nemmeno completamente falsa. Per avere successo in Svizzera, la politica climatica deve essere presentata come una canzone pop: piacevole e indolore", conclude Republik.
Gigantesco cantiere
All'orizzonte si profilano altri cantieri legislativi per raggiungere l'obiettivo di zero emissioni di carbonio fissato dal Consiglio federale tra un quarto di secolo, sottolineano 24 Heures e Tribune de Genève. Pompe di calore, caldaie a pellet, isolamento termico: la tecnologia si è evoluta, consentendo a un numero sempre maggiore di persone di abbandonare il gasolio. I due miliardi di franchi messi a disposizione dalla Legge sul clima daranno un impulso a questa svolta energetica, aggiungono i due quotidiani ginevrini. Questo "gigantesco programma di fitness" - come lo definisce la Berner Zeitung - sembra leggero, ma non lo è affatto. Le spese aggiuntive dovranno essere finanziate dalla Confederazione e i cittadini ne risentiranno. "O si aumentano le imposte o si fanno risparmi", si lamenta il quotidiano bernese. "Ora che il sovrano ha fissato l'obiettivo, si tratta di prendere la giusta direzione", sottolinea la NZZ. In concreto, "la tutela dell'ambiente e del clima richiede anche una responsabilità individuale". Per il quotidiano in lingua tedesca, la legge adottata "favorisce un pericoloso effetto a catena: si agisce solo se la comunità dà soldi - e non per convinzione personale". Per la NZZ, i partiti borghesi hanno l'opportunità di porre fine a questo "sviluppo malsano". La protezione del clima può avere successo solo se segue il principio "chi inquina paga", cioè se premia chi è parsimonioso.
"Coraggio e creatività"
Tale punto di vista è condiviso anche da La Liberté. Da sola, la legge sul clima non impedirà ai ghiacciai di continuare a sciogliersi. Per invertire davvero la rotta, la Svizzera dovrà presto o tardi adottare una politica più repressiva, in particolare secondo il principio di "chi inquina paga". "Lo scrutinio ha mostrato che gli Svizzeri vogliono agire in favore del clima. Ma sono davvero pronti a rivedere le loro abitudini, loro che, in virtù del forte potere d'acquisto, sono per esempio grandi consumatori e passeggeri del trasporto aereo?", si interroga la testata friburghese. In ogni caso, la società civile dovrà mantenere una pressione considerevole affinché le tendenze convalidate ieri siano seguite da effetti concreti, sottolinea Le Courrier. "La tentazione sarà ora di pensare che tutto è risolto, mentre tanto resta da fare [...]. Occorrerà essere capaci di reinventarsi e ciò presuppone una solida dose di coraggio e creatività".

