Salute
Meno sale negli alimenti? L'industria alimentare dice no
Keystone-ats
11.12.2022 13:40

Foto: © Shutterstock
Dopo il fallimento delle trattative, la Confederazione sta valutando la possibilità di imporre alle aziende una riduzione della quantità di sale nei prodotti. “È importante che la popolazione si abitui a mangiare meno salato”.
La
Confederazione voleva concordare con l'industria misure di riduzione del
contenuto di sale negli alimenti preparati, in particolare zuppe e condimenti
per insalata. Ma le trattative sono fallite.
Si valuta la possibilità di imporre alle aziende una riduzione
Una
portavoce dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav)
ha confermato oggi all'agenzia di stampa Keystone-Ats la notizia pubblicata
dalla "Sonntagszeitung". "Sono stati proposti obiettivi di
riduzione, ma purtroppo non sono stati sostenuti dall'industria", ha
dichiarato Liliane Bruggmann, responsabile del settore alimentare all'Usav, al
domenicale. La Confederazione sta valutando ora la
possibilità di imporre alle aziende una riduzione. L'Usav non ha ancora
stabilito per quali prodotti tali misure sarebbero sensate e fattibili e intende
analizzare le norme e i regolamenti che hanno funzionato all'estero.
“È importante che la popolazione si abitui a mangiare meno salato”
Il sale
esalta il gusto degli alimenti e i consumatori potrebbero non apprezzare i
prodotti con un contenuto ridotto. Per questo i produttori hanno proposto di
sostituire parte del cloruro di sodio con cloruro di potassio. Per l'Usav
invece è importante che la popolazione si abitui a mangiare meno salato. Secondo
l'Organizzazione mondiale della sanità, l'ideale sarebbe circa 5 grammi di sale
al giorno, mentre gli svizzeri ne consumano più di 9 grammi pro capite. Troppo
sale può avere un effetto negativo sulla pressione sanguigna e portare a
malattie cardiovascolari.

