Amministrazioni pubbliche
Nel 2023 sono attese eccedenze finanziarie e un calo debiti
Keystone-ats
13.10.2022 11:33

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Nel corso di quest'anno la situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche dovrebbe migliorare grazie a due fattori: parte dei mezzi finanziari stanziati per mitigare le conseguenze della pandemia non è stato utilizzata, mentre il gettito fiscale dei Cantoni e dei Comuni è cresciuto in maniera robusta.
Grazie alla ripresa economica dell'anno in corso, che tuttavia si affievolirà nel terzo trimestre a causa dell'inflazione e della politica monetaria più restrittiva delle banche centrali, per l'insieme delle amministrazioni pubbliche (Confederazione, Cantoni, Comuni e assicurazioni sociali) è attesa un'eccedenza di 1,3 miliardi a fronte di uscite stabili e di entrate più consistenti. Dal 2023, stando alle ultime cifre della statistica finanziaria pubblicate oggi dall'Amministrazione federale delle finanze (AFF), il debito dovrebbe tornare a diminuire. Le previsioni, tuttavia, sono incerte poiché dipendono molto dalle ripercussioni degli sviluppi internazionali.
I debiti della pandemia
La pandemia di coronavirus ha provocato la peggior crisi economica degli ultimi decenni; nel 2020 le finanze delle amministrazioni pubbliche hanno chiuso con un disavanzo record di 21,3 miliardi. Il deficit del 3,1% del PIL ha riguardato principalmente la Confederazione e i Cantoni. Gran parte delle uscite supplementari sono state impiegate per sostenere soprattutto i redditi e preservare i posti di lavoro (indennità di perdita di guadagno e per lavoro ridotto) nonché per finanziare misure di carattere sanitario (acquisto di materiale sanitario e test anticovid). Nel 2021 le misure di stabilizzazione sono state completate con aiuti per i casi di rigore versati alle imprese al fine di sostenere i settori particolarmente colpiti. Nonostante il contestuale aumento del gettito fiscale, nel 2021 l'onere per le amministrazioni pubbliche (in particolare della Confederazione) è rimasto molto elevato. Il deficit dell'insieme delle amministrazioni pubbliche ammonterà presumibilmente allo 0,5% del PIL.
Ripresa, ma con incognite
Sulla scia della ripresa dell'economia svizzera tra la fine 2021 e l'inizio del 2022, nel corso di quest'anno la situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche dovrebbe migliorare grazie a due fattori: parte dei mezzi finanziari stanziati per mitigare le conseguenze della pandemia non è stato utilizzata, mentre il gettito fiscale dei Cantoni e dei Comuni è cresciuto in maniera robusta. Grazie agli elevati saldi finanziari positivi dei Cantoni e delle assicurazioni sociali, per l'insieme delle amministrazioni pubbliche è prevista un'eccedenza pari allo 0,2% del PIL. Allo scopo di finanziare le misure adottate per far fronte alla pandemia nel periodo 2020-2022, pari a circa 40 miliardi, le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato la liquidità disponibile e aumentato il loro debito. Secondo le stime attuali, nel biennio 2022/2023 il capitale di terzi per l'insieme delle amministrazioni pubbliche (in particolare a livello di Confederazione) dovrebbe continuare ad aumentare in termini nominali e raggiungere la somma record di 324 miliardi. Grazie alla migliore performance economica, però, la quota di capitale di terzi dovrebbe diminuire già dal 2023.
Paura per gli sviluppi internazionali
La maggiore incertezza per le finanze pubbliche è legata al fatto che la situazione economica potrebbe peggiorare a causa delle conseguenze degli sviluppi internazionali (conflitto in Ucraina, forte aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime, ulteriori problemi nell'acquisizione e nella fornitura di materie prime e merci nonché politica monetaria generalmente più restrittiva). Per i prossimi anni questa situazione potrebbe comportare un aumento delle uscite delle amministrazioni pubbliche (ad es. per l'aiuto umanitario, la difesa, i combustibili, l'energia e le uscite finanziarie) e una diminuzione delle entrate fiscali, il che graverebbe sulle finanze pubbliche. Inoltre, con l'annuncio da parte della BNS di una perdita di 95,2 miliardi per il primo semestre 2022, non vi sono certezze per la Confederazione e i Cantoni sull'ammontare della distribuzione dell'utile della BNS.

