Mercato immobiliare
Nelle 10 città principali si va verso un aumento degli affitti
Redazione
02.03.2023 07:08

Foto: ©Chiara Zocchetti
Gli affitti degli immobili residenziali sono in crescita in molte grandi città svizzere. “Soprattutto a Zurigo e Winterthur, il forte aumento della popolazione spinge i costi abitativi verso l’alto”, commenta Leo Hug, esperto Comparis in immobili. A Ginevra e Lugano, invece, sembra essere stata raggiunta una soglia massima. Negli ultimi anni, alcuni segmenti di appartamenti in affitto sono addirittura diventati più economici.
Abitare sulle
rive del Lemano sembra un lusso per pochi. A Ginevra per affittare un appartamento
da 4,5 locali (circa 90-120 metri quadri) bisogna sborsare in media 3'222,50 franchi
al mese, ma c’è chi paga anche di più, facendo arrivare la città di Calvino ad
essere la più cara tra le 10 più grandi della Svizzera. Fra queste, il primo
posto è occupato da Zurigo, con circa 443mila abitanti, dove l’affitto medio
mensile per un appartamento della stessa grandezza bisogna calcolare circa 2'992
franchi, ovvero 230,50 franchi in meno rispetto a Ginevra. È quanto emerso da
un’analisi degli annunci pubblicati sul portale Comparis.ch, gestore del più
grande mercato immobiliare elvetico.
A Zurigo gli appartamenti medio-piccoli costano di più
Se si è invece
alla ricerca di un appartamento leggermente più piccolo come un 3,5 locali (circa
70-90 metri quadri) in testa alla classifica delle città più care troviamo
questa volta Zurigo, con un prezzo medio mensile di 2'500 franchi. Altra storia
a Bienne, dove con soli 1'490 franchi al mese è possibile vivere in appartamenti
di medie dimensioni, classificandola come città più economica per vivere in
questo tipo di appartamenti. Il discorso è il medesimo per gli appartamenti di
2 locali (45-55 metri quadri): a Zurigo il prezzo medio mensile è di 1’690
franchi e gli affitti meno cari per questa tipologia di appartamenti si trovano
sempre a Bienne, dove gli inquilini se la cavano con soli 1’020 franchi al
mese. Nella sua ultima rilevazione dei prezzi degli affitti, la città spiega
che gli affitti estremamente elevati per i piccoli appartamenti a Zurigo sono
dovuti allo smantellamento di vecchi appartamenti tendenzialmente più piccoli e
la costruzione di nuove unità più grandi negli ultimi anni.
Confronto quinquennale dei prezzi
Negli ultimi
cinque anni, a registrare la maggiore crescita a livello percentuale nelle
dieci principali città svizzere è stato l’affitto mediano degli appartamenti di
4,5 locali a Winterthur, che è salito da 2’160 a 2’290 franchi, pari a un
rincaro del 6%. Per quanto riguarda gli appartamenti di 3,5 locali, la
classifica è sempre guidata da Zurigo con una crescita degli affitti dell’8,7%
(da 2’299 a 2’500 franchi). Anche per i bilocali l’aumento più deciso dei
prezzi mediani si registra a Zurigo: da 1’580 franchi a 1’690 franchi, ovvero
un rincaro del 7%.
Lugano calo più significativo, Losanna aumento più basso
Tra le 10 principali
città svizzere, a registrare il calo più significativo delle pigioni è stata
Lugano, dove gli affitti degli appartamenti di 4,5 locali sono scesi da 1’984 a
1’850 franchi (-6,8%). Gli affitti degli appartamenti da 3,5 locali sono invece
scesi maggiormente a Ginevra, passando da 2’585 a 2’480 franchi (-4,1%). Gli
appartamenti da 2 locali sono bensì diventati più cari in tutte le dieci
principali città svizzere. L’aumento più basso è stato registrato a Losanna,
con un dell’1,8% (da 1’410 a 1’435 franchi). “La causa della parziale
diminuzione degli affitti a Lugano e Ginevra è da ricondurre all’evoluzione
demografica. A Ginevra la popolazione è stagnante e nel 2020 e 2021 è
addirittura diminuita”, spiega Hug. Lugano, d’altra parte, non si è ancora
ripresa dal declino delle attività finanziarie internazionali dovuto
all’abbandono del segreto bancario. “Si profila però un’inversione di tendenza:
oltre a Zurigo, Ginevra e Lucerna, anche Lugano si sta trasformando in un
hotspot per i super ricchi”, conclude Hug.
Metodologia
Comparis ha analizzato 665’000 annunci pubblicati sul portale tra il
2018 e il 2022. Sono stati valutati i numeri postali d’avviamento con una
soglia minima di 10 annunci all’anno.

