Università
Non tutti gli studenti svizzeri possono viaggiare, quelli dell’Usi sì
Keystone-ats
19.01.2023 11:49

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Il 20% dei diplomati di un istituto dovrebbe aver fatto uno stage all'estero durante gli studi. In Svizzera solo quattro scuole rispettano tale criterio, tra queste anche l’Usi.
Gli studenti svizzeri
non hanno tutti le stesse possibilità di effettuare soggiorni all'estero. Su 36
alte scuole elvetiche prese in considerazione, solo poche raggiungono gli
obiettivi in termini di mobilità. Tra queste l'Università della Svizzera
italiana (Usi). Conformemente alla strategia nazionale della Confederazione e
dei Cantoni e agli obiettivi del sistema di Bologna, il 20% dei diplomati dovrebbe
aver fatto uno stage all'estero. Il tasso medio delle alte scuole svizzere è
però del 15,7%, stando al primo indice di internazionalizzazione degli
studenti, pubblicato oggi dall'agenzia Movetia, La “classifica” incaricata
della promozione degli scambi e della mobilità.
La “classifica”
Soltanto l'Università
di San Gallo (53%), il Politecnico federale di Losanna (32%), l'Alta scuola
pedagogica sangallese (28%) e l'USI (26%) superano la soglia del 20% di
diplomati che dovrebbe studiare o trascorrere periodi al di fuori dei confini
nazionali, come vuole il modello di Bologna. Seguono, con il 18%, la Scuola
universitaria professione della Svizzera occidentale, il Politecnico federale
di Zurigo e l'Università di Ginevra. Quella di Losanna registra un tasso del
16%, mentre le università di Friburgo e di Berna si situano al 10%, e quella di
Neuchâtel al 9%. Tale classifica è stilata indipendentemente dal tipo di scuola
(università, politecnico, scuola universitaria o alta scuola pedagogica), e non
fa distinzioni tra le dimensioni o l'età degli istituti, né della regione
linguistica, precisa Movetia. Quest'ultima agenzia sottolinea che tutti i tipi
di scuole, in qualsiasi regione, possono raggiungere gli obiettivi in termini
di mobilità.
"Erasmus+ come un abbonamento generale"
Il programma europeo
Erasmus+ permette la cooperazione internazionale in materia di formazione. La
Svizzera non vi è più associata dal 2014. È difficile misurare scientificamente
l'impatto di questa non associazione, ma “i tassi sarebbero indubbiamente più
elevati se la Confederazione facesse ancora parte del programma", spiega
il direttore di Movetia Olivier Tschopp all'agenzia Keystone-Ats. Un programma
alternativo è stato istituito ma è più restrittivo. "Erasmus+ è come un
abbonamento generale al quale la Svizzera non ha più diritto. Berna deve
accontentarsi di abbonamenti di percorso", aggiunge Tschopp. Concretamente,
invece di far parte di un programma multilaterale, gli atenei elvetici devono
concludere partenariati bilaterali con i loro omologhi europei, fissando delle
quote di scambio. Questo sistema non è vantaggioso, poiché occorre attuare un
finanziamento speciale e un'amministrazione parallela. L'impatto della pandemia
di coronavirus non è neppure preso in considerazione nell'indice di internazionalizzazione,
poiché quest'ultimo si basa sui 53'000 studenti diplomatisi nel 2020 (bachelor
e master), utilizzando i dati dell'Ufficio federale di statistica (Ust), di
swissuniversities e dei vari atenei.
Grado di internazionalizzazione
Le condizioni quadro
- quali la governance, gli obiettivi strategici o l'elaborazione dei programmi
di studio - istituite dalle alte scuole svizzere giocano un ruolo nella
mobilità degli studenti. Altro fattore importante è il grado di
internazionalizzazione degli atenei, ovvero la collaborazione in materia di
insegnamento e di ricerca o la nazionalità degli studenti e dei professori. Tali
criteri collocano l'Università della Svizzera italiana, l'Università di San
Gallo, i politecnici federali di Zurigo e di Losanna, nonché l'Università di
Losanna tra gli atenei elvetici più internazionalizzati. Il tasso di mobilità
di un'alta scuola e il suo grado di internazionalizzazione sono correlati. Gli
studenti sono più inclini a soggiornare all'estero se i piani di studio in
Svizzera integrano una dimensione interculturale o propongono corsi in inglese,
oppure hanno contatti con studenti e professioni stranieri, secondo Movetia. Nell'altro
senso, per attirare studenti dall'estero, l'agenzia menziona diversi fattori
strategici: alloggi a disposizione, possibilità di ottenere borse di studio,
l'istituzione di associazioni o eventi mirati.
"Valore aggiunto decisivo"
Un tasso di mobilità
elevato è importante per la Svizzera, nella sua veste di Paese innovativo, e
per la sua economia, rileva ancora Movetia. Effettuare un soggiorno all'estero
"crea un valore aggiunto decisivo" per gli studenti che acquisiscono
così competenze interculturali, professionali e personali. Si tratta di
competenze che serviranno loro nella ricerca di un futuro impiego.

