Svizzera
Quando dare del "tu" o del "lei"? Le differenze fra giovani e anziani
Redazione
17.04.2024 13:55

Foto: © Shutterstock
Uno studio commissionato da AXA, che ha coinvolto 1'533 svizzeri, ha scoperto che la decisione del pronome da usare è influenzata da diversi fattori tra cui: l'età, il contesto e le zone regionali.
La
preferenza rispetto all'uso del “tu” o del “lei” dipende in primo luogo dal
contesto, oltre che dall’età e dalla regione linguistica. È quanto emerge da un nuovo studio commissionato da AXA. Tra il 30 maggio e il 9
giugno 2023, l’istituto di ricerche sociali e di mercato YouGov Svizzera, ha intervistato, tramite un sondaggio online, 1'533 persone di età
compresa tra i 15 e i 70 anni, residenti in Svizzera. Lo studio ha evidenziato motivi differenti contro
l’uso del “tu” a seconda delle fasce d’età: in un contesto formale i giovani lo
considerano poco professionale, mentre le persone più anziane lo ritengono
scortese. Per
quanto riguarda la comunicazione
tra aziende e privati, invece, le differenze di opinione tra le fasce d’età sorprendono
meno. In generale,
le persone più giovani accettano più di buon grado l’uso del ”tu” rispetto a
quelle più anziane. Lo studio AXA conferma anche le diverse preferenze
regionali: in confronto alla Svizzera romanda e in Ticino, in Svizzera tedesca
si predilige di gran lunga l’uso del “tu”.
Il contesto ha un peso maggiore rispetto all’età
Il fattore
principale che influisce sull’atteggiamento personale nei confronti del ”tu” non
è tanto l’età, quanto il contesto di comunicazione che deve essere collegiale,
informale e disinvolto affinché il ”tu” risulti appropriato. In concreto ciò
significa che in un’associazione sportiva il “lei” viene preferito da appena
una persona su venti, mentre a uno stand di take-away si passa già a una
persona su cinque, a quasi una su due alla cassa del supermercato e a due terzi
delle persone intervistate quando si tratta di sportelli bancari.
Dare del ”tu” come segno di scarsa professionalità
All’uso del ”tu”,
già affermatosi in svariati ambiti, si preferisce quello del “lei” se il
contesto si fa più serio e professionale. Questa è l'opinione soprattutto dei
giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che, molto più dei 30enni e dei
70enni, ritengono l’uso del ”tu” poco professionale in contesti più formali. Le
persone anziane rifiutano il ”tu” in contesti lavorativi, soprattutto per
motivi di rispetto, e ne riservano l’uso ad ambiti privati e personali.
Generalmente, dare del ”tu” è ritenuto invadente o sfacciato solo da un numero
esiguo di persone, e questo a prescindere dall’età. Le differenze
di età sono invece maggiori per quanto riguarda l’uso del “lei”. Maggiore è
l’età, minore è la percentuale di coloro che considerano superata la cultura
del “lei”, ritenuta obsoleta da quasi un quinto di tutte le persone
intervistate, mentre circa un terzo è di parere contrario. L’età svolge a
riguardo un ruolo decisivo, come risulta dalle risposte alla domanda se sia
sfrontato l’atteggiamento di una persona più giovane che si rivolga con il ”tu”
a una più anziana. È chiaro che le persone più anziane sono le meno disposte ad
accettarlo. Le diverse generazioni sono invece concordi sul fatto che ci si dà
del ”tu” solo se è stato il proprio interlocutore a proporlo per primo.

