CCL
Swiss propone un incontro con i piloti
Keystone-ats
29.09.2022 14:00

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La dirigenza della compagnia approva la proposta di dialogo dell’associazione dei piloti che si oppone al nuovo CCL. Domani verrà presa una decisione in merito.
Prove di dialogo
presso Swiss: la direzione della compagnia aerea approva la proposta di un
incontro con i vertici di Aeropers, l'associazione dei piloti, che si oppone al
nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL), anche nella sua versione
migliorata.
L’incontro proposto
In una comunicazione
interna - di cui l'agenzia Awp si è procurata una copia - la dirigenza fa
sapere di aver proposto alla controparte tre possibili date per un abboccamento
con il Ceo Dieter Vranckx e il responsabile delle operazioni Oliver Buchhofer,
venendo quindi incontro alla richiesta avanzata da Aeropers, che da parte sua
martedì ha scartato l'idea di una mediazione. In contropartita però la
direzione chiede agli aviatori l'impegno a non scioperare sino alla fine di
ottobre. Pur avendo ripetutamente sottolineato di preferire una soluzione
negoziale, l'organismo dei piloti ha infatti già lanciato una consultazione
interna, che durerà sino al 16 ottobre, sull'ipotesi di astenersi dal lavoro. A
partire dal 17 ottobre gli uomini e le donne nei cockpit potrebbero quindi
incrociare le braccia, fermando a terra i velivoli.
Domani una decisione
Il comitato direttivo
di Aeropers ha preso atto della nuova proposta di incontri: ha informato i
membri dell'organizzazione e deciderà in merito domani. Il fatto che la
direzione ponga condizioni appare comunque "a prima vista deludente",
ha indicato ad Awp il portavoce Thomas Steffen. Intanto oggi a Kloten (ZH) è
prevista una marcia di protesta dei piloti che ha come obiettivo la sede
principale di Swiss.
Il contratto della discordia
L'ultimo CCL è giunto
a scadenza a fine marzo di quest'anno. Le parti si erano trovate in precedenza
a lungo in trattativa, in piena fase di incertezza Covid, per una nuova
versione: un nuovo CCL è stato però respinto in votazione in luglio da oltre
l'80% dei piloti. A loro avviso l'intesa peggiorerebbe in modo permanente le
condizioni di lavoro e non terrebbe conto del grande rilancio post-pandemico in
atto nel settore dell'aviazione.

