Pernottamenti
Turismo ancora in modalità crisi
Keystone-ats
18.08.2022 12:46

Foto: © Gabriele Putzu
La stima per il periodo giugno-agosto racconta di una crescita complessiva su base annua del 3% dei pernottamenti e fino al 12% del numero di persone sulle ferrovie di montagna, nei musei o nei ristoranti. Tuttavia, per il mese di luglio ad esempio il totale di pernottamenti alberghieri resta del 15% inferiore a quello del 2019.
Malgrado il bilancio
parziale della stagione estiva sia positivo, il turismo svizzero deve ancora
fare i conti con una buona dose di vento contrario. La presenza di ospiti
stranieri rimane infatti distante dai livelli pre-Covid e la prudenza è
d'obbligo in vista dell'autunno.
Meno turisti elvetici
Secondo un sondaggio condotto da Svizzera Turismo, c'è ancora grande interesse
nel trascorrere le vacanze nella Confederazione, ha spiegato il direttore
dell'associazione di categoria Martin Nydegger durante un incontro odierno con
la stampa a Zurigo. Nel confronto provvisorio con il 2021, gli ospiti svizzeri
sono diminuiti, mentre quelli provenienti dall'estero sono tornati ad
aumentare.
Pernottamenti, luglio 2021 peggio del 2019
La stima per il periodo giugno-agosto racconta di una crescita complessiva su
base annua del 3% dei pernottamenti e fino al 12% del numero di persone sulle
ferrovie di montagna, nei musei o nei ristoranti. Tuttavia, per il mese di
luglio ad esempio il totale di pernottamenti alberghieri resta del 15%
inferiore a quello del 2019. Continuano invece a rimanere più elevati del
periodo precedente alla pandemia i soggiorni in hotel degli svizzeri. Se è vero
che rispetto al 2021 da record in luglio si è assistito a un calo del 10% (le
vacanze all'estero sono tornate di moda con l'allentarsi della crisi sanitaria),
nel paragone con tre anni fa si è ancora sopra di oltre il 17%. Sull'insieme
del primo semestre i pernottamenti dei turisti stranieri sono più bassi di un
terzo rispetto al 2019. Alcuni mercati chiave come la Francia (-9%), la
Germania (-15%) e i Paesi del Benelux (-17%) si stanno rifacendo sotto, più
difficoltà si registrano in Italia (-20%) e Regno Unito (-27%). "Si vede
comunque la luce in fondo al tunnel", ha affermato Nydegger.
Meno turisti asiatici
La situazione è comprensibilmente ancora peggiore per i Paesi lontani, categoria
nella quale i soggiorni alberghieri si sono dimezzati da prima del Covid. A
mancare sono soprattutto i turisti asiatici - in primis cinesi, indiani e
coreani - e ad accusare il colpo sono soprattutto le strutture situate in
città.
Modalità crisi “on”
In generale, il settore è quindi ancora in modalità crisi. Invece che
attenuarsi, i problemi si accumulano, ha evidenziato Nydegger citando, oltre
alla pandemia sempre in agguato, le incertezze legate all'approvvigionamento
energetico e alle catene di fornitura, la carenza di lavorati qualificati e le
preoccupazioni relative a valuta e inflazione. Stando all'inchiesta di Svizzera
Turismo, i professionisti del ramo rimangono cauti riguardo al proseguimento
delle attività. Per l'autunno ci si attende un rialzo dei pernottamenti
rispetto al 2021, ma al massimo nell'ordine del 5%.

