
Dopo i record estivi, gli alberghi svizzeri tirano il fiato
A incidere sul risultato (-0,5%) sono state le contrazioni sia della domanda indigena, scesa dello 0,8%, sia di quella degli ospiti provenienti dall'estero, in flessione dello 0,1%.

A incidere sul risultato (-0,5%) sono state le contrazioni sia della domanda indigena, scesa dello 0,8%, sia di quella degli ospiti provenienti dall'estero, in flessione dello 0,1%.

Già fra gennaio e luglio il numero dei pernottamenti era cresciuto del 2% su base annua a 24,8 milioni, un dato record per i primi sette mesi dell'anno.

Nella prima metà del 2024 il nostro cantone ha registrato una diminuzione del 5,8%. I pernottamenti nel mese di luglio sono stati 343'661.

Pernottamenti sempre più in crescita, secondo i dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (UST), grazie all'aumento della domanda straniera, ma non solo.

Nel 2023 le capanne ticinesi del Club Alpino Svizzero (CAS) hanno visto un incremento del 16,3% dei pernottamenti durante l'estate rispetto all'anno precedente.

I pernottamenti dovrebbero aumentare dello 0,4%, raggiungendo i 17,5 milioni nell'inverno 2023/2024, mentre la domanda interna è in calo dopo diversi anni di forte crescita.

Gennaio è destinato quindi a inserirsi in una linea di ripresa cominciata nel marzo 2021 e che ha visto le notti progredire - nel 2022 - del 71% in gennaio, del 41% in febbraio, del 60% in marzo, del 25% in aprile, del 38% in maggio, del 59% in giugno, del 23% in luglio, dell'8% in agosto, del 14% in settembre, dell'11% in ottobre, del 20% in novembre e del 28% in dicembre.

A livello di pernottamenti, il sud delle Alpi è l'unica regione ad mostrato una flessione nel periodo gennaio-agosto. Nel 2021 aveva però beneficiato delle vacanze “domestiche” degli svizzeri.

La stima per il periodo giugno-agosto racconta di una crescita complessiva su base annua del 3% dei pernottamenti e fino al 12% del numero di persone sulle ferrovie di montagna, nei musei o nei ristoranti. Tuttavia, per il mese di luglio ad esempio il totale di pernottamenti alberghieri resta del 15% inferiore a quello del 2019.