Svizzera
“Un ufficio postale è uno stabilimento indipendente”
Keystone-ats
10.08.2022 12:13

Foto: ©CHIARA ZOCCHETTI
Lo ha stabilito il Tribunale federale dopo il ricorso da parte di un'ex dipendente che aveva anche sostenuto la discriminazione delle donne
Il Tribunale federale respinge il ricorso di
un'ex dipendente di un ufficio postale. La donna ha sostenuto che l'ufficio è
parte dell'unità "RetePostale" e che il suo licenziamento doveva
essere trattato come un licenziamento collettivo. La ricorrente era al servizio della Posta dal
2001 e lavorava presso l'ufficio di La Tour-de-Peilz (VD), che faceva parte
dell'unità "RetePostale", dal 2007. Il primo gennaio 2016, i
contratti di tutti i dipendenti di questa unità sono stati modificati a seguito
dell'entrata in vigore di un nuovo contratto collettivo di lavoro volto a una
maggiore flessibilità degli orari. Alla fine del 2017, la dipendente ha partecipato
a una riunione per pianificare le ferie del 2018 e riorganizzare i servizi al
fine di introdurre orari di lavoro flessibili. Impiegata al 40%, ha dichiarato
di non poter accettare, per motivi familiari, il nuovo orario che prevedeva di
lavorare talvolta il mercoledì.
Licenziamento contestato
Dopo due colloqui infruttuosi, la lavoratrice è
stata congedata nel gennaio 2018, con effetto dalla fine di aprile. Le è stata
data la possibilità di firmare un nuovo contratto in linea con la
pianificazione degli incarichi. La dipendente ha impugnato il licenziamento,
sostenendo la discriminazione delle donne e il mancato rispetto delle
disposizioni sui licenziamenti collettivi. In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale
federale ha affrontato solo la questione del licenziamento collettivo. La
questione della discriminazione è stata di fatto abbandonata davanti alle
istanze precedenti.
Nozione
La ricorrente ha criticato la giustizia vodese
per aver considerato che la sede di La Tour-de-Peilz fosse uno
"stabilimento" ai sensi dell'articolo 335d del Codice delle
obbligazioni (CO) che disciplina i licenziamenti collettivi. Secondo il suo
ragionamento, il suo licenziamento dovrebbe essere valutato non rispetto
all'organico dell'ufficio - che consisteva in sei persone e un apprendista - ma
rispetto all'intera unità "Rete postale". Pertanto, tutti i
licenziamenti avvenuti entro il periodo di 30 giorni avrebbero dovuto essere
presi in considerazione per determinare se il lavoratore è vittima di un
licenziamento collettivo.
Da parte loro, i giudici di Mon Repos ricordano
che, secondo la dottrina, uno stabilimento è "una struttura organizzata,
dotata di personale, mezzi materiali e immateriali che le consentono di
realizzare i suoi obiettivi lavorativi". Deve avere una certa autonomia,
ma non deve essere necessariamente finanziaria, economica, amministrativa o
giuridica.
Per la prima Corte di diritto civile, da queste
condizioni emerge chiaramente che ogni ufficio postale è uno stabilimento ai
sensi del Codice delle obbligazioni. Anche se i licenziamenti sono avvenuti in
uffici geograficamente vicini, devono essere conteggiati separatamente. Il
ricorso è quindi respinto.

