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Cantine Aperte si divide in due: “C’è sempre grande affluenza”
Redazione
19.05.2023 05:58

Quest’anno la rassegna dedicata al vino ticinese si terrà in due weekend, il primo nel Sopraceneri, il secondo nel Sottoceneri. Andrea Conconi, direttore di Ticinowine: “Il programma è ricco e vuole dare uno sguardo a 360 gradi sul vino”.
I prossimi due weekend saranno all'insegna del vino ticinese.
Torna infatti Cantine Aperte: dal 20 al 21 maggio la rassegna si terrà nel
Sopraceneri, mentre dal 27 al 28 maggio nel Sottoceneri. Una divisione che non
era mai stata attuata prima, ma è per poter meglio accogliere i visitatori, che
ogni anno sono sempre di più. "Da ormai tre anni c'è una grande affluenza:
30mila visite in cantina", spiega Andrea Conconi, direttore di Ticinowine.
"Abbiamo quindi deciso di raddoppiare e la gente sembra aver apprezzato la
proposta. C'è chi dice che farà entrambe le tappe".
Un ricco programma
Il programma non riguarda solo le visite alle cantine, ma è
molto più ricco. "C'è la possibilità di incontrarsi, conoscere come viene
fatto il vino e dialogare con il produttore", prosegue Conconi. "C'è
chi crea anche dei piccoli microeventi. L'obiettivo è di dare uno sguardo sul
vino a 360 gradi e di far conoscere il territorio. C'è anche un lavoro di
fatica dietro, in vitigni con pendenze anche molto elevate. Non dimentichiamo
che abbiamo 2700 viticoltori in Ticino, dal piccolo produttore alle grandi
aziende. È un prodotto legato completamente al nostro territorio".
La pioggia, un bene o un male?
Un prodotto legato strettamente al territorio, ma anche alle
condizioni meteorologiche. Le piogge primaverili delle ultime settimane in
questo senso sono un toccasana oppure sono un problema per la viticoltura?
"Fortunatamente", spiega Conconi, "l'acqua è arrivata molto
regolare e ha potuto penetrare nel terreno. È un bene per l'agricoltura. Per
ora si riesce ancora a lavorare bene, ma speriamo che non piova troppo. Non è
un toccasana perché si rischiano delle malattie, in quel caso bisogna poi
intervenire con dei prodotti fitofarmaci. Speriamo nel bel tempo, soprattutto
durante la fioritura".
Il consumo di vino
Un altro tasto dolente riguarda l'inflazione, che ha
interessato molti prodotti che consumiamo regolarmente. In questo contesto, ci
dice Conconi, si è osservata una diminuzione del consumo del vino rispetto agli
anni 2021 e 2020. Ma è soprattutto legato alla pandemia, un periodo in cui
c'era meno turismo della spesa all'estero. "Riaprendo le frontiere abbiamo
notato una diminuzione, che è comunque inferiore rispetto ai dati del 2019”,
spiega Conconi. “Il Ticino tiene bene, soprattutto il bianco di Merlot, che ha
cifre sempre in crescita. Anche il rosso perde quell'1%, ma con delle vendemmie
regolari abbiamo gli stock sotto controllo".

