Alimentazione
Cibi pronti, “c’è margine di miglioramento per le procedure di produzione”
Redazione
10.02.2023 07:43

Foto: © Shutterstock / Ticinonews
Nicola Forrer, direttore del Laboratorio cantonale, spiega le analisi sulla qualità delle derrate ticinesi effettuate in 195 aziende. “Il dato più importante rimane comunque quello dell’assenza di patogeni dannosi per la salute”.
Nel 2022 il Laboratorio
cantonale ha eseguito diverse attività di sorveglianza della qualità delle derrate
alimentari sul nostro territorio, in particolare di piatti pronti al consumo.
La qualità microbiologica, comunicava ieri il Laboratorio, è stata verificata
in 426 campioni prelevati da 195 aziende. In nessun campione è stata
riscontrata la presenza di batteri patogeni – quali salmonella e listeria – al
di sopra dei limiti di legge, ma la qualità dei campioni non conformi è del 19%.
Questi mostravano infatti il superamento di uno o più valori microbiologici. Un
risultato che dimostra la necessità di fare di più? Ne abbiamo parlato con
Nicola Forrer, direttore del Laboratorio cantonale, secondo il quale il dato
più importante è quello relativo all’assenza di patogeni.
“C’è margine di miglioramento”
Per Forrer, l’assenza
di patogeni dannosi per la salute nelle derrate analizzate rappresenta un dato
rassicurante per i consumatori. “Dall’altro lato però, quel quasi 20% di derrate
che superano i valori per i batteri indicatori mostra che vi è margine di
miglioramento per le procedure di produzione”. Forrer cita in particolare la
scelta delle materie prime (che devono
sempre essere di ottima qualità), l’igiene nella produzione (come lavarsi le
mani o separare i cibi cotti da quelli crudi), il rispetto della catena del
freddo e delle temperature di cottura.
Macchine del ghiaccio: il 15% non sono conformi
Ad essere state
analizzate ci sono anche le macchine del ghiaccio. "Di 92 campioni
analizzati, il 15% circa è risultato non conforme per la presenza di batteri che possono essere indicatori di una contaminazione fecale o la presenza
di batteri normalmente presenti in acque stagnanti”. Un risultato che porta a
presupporre “che nelle macchine produttrici del ghiaccio non sono state
eseguite in maniera opportuna la manutenzione e la pulizia”. I batteri di origine
fecale sono stati riscontrati in 6 delle 92 macchine, una questione di scarsa
igiene, che potrebbe mettere a rischio la nostra salute? “No, anche in questo
caso si parla sempre di indicatori, quindi non pericolosi per la salute. Rimane
però un’indicazione che il ghiaccio è venuto in contatto con materiale
contaminato”. Le cause sono da ricondurre o alle mani dell’esercente o a una contaminazione
ambientale in quanto questi batteri sono presenti anche nell’ambiente. "In ogni caso", assicura Forrer, "non sono
dannosi per la salute”.
Olio friggitrice: 21 non conformi
Anche l’olio
delle friggitrici è stato oggetto di analisi: su 153 oli delle friggitrici analizzati,
21 sono risultati non conformi. Le elevate temperature raggiunte dall’olio durante
la friggitura non garantiscono la sicurezza del prodotto? “Se pensiamo a quella
microbiologica sicuramente sì, ma bisogna tenere presente che durante la cottura l’olio degenera col tempo e produce dei prodotti secondari che sono delle
sostanze chimiche che possono essere tossiche”. Se presenti in grandi quantità,
queste tossine vanno a contaminare l’alimento che stiamo friggendo, rendendolo
dannoso per la salute. "È questo il parametro che andiamo ad analizzare”.
Nei pesci analizzati niente istamina
Cibi, ghiaccio, olio ma anche prodotti ittici: sotto la lente del Laboratorio sono finiti anche
i pesci per cercare la presenza dell’istamina. “L’istamina è un sottoprodotto di
batteri che può essere presente in determinate specie di pesci, in particolare
il tonno”, spiega Forrer. Se presente, “può provocare delle gravi sindromi
allergiche, come la sindrome sgombroide”. In questo caso fortunatamente tutti i
campioni analizzati “erano conformi, quindi non è mai stata riscontrata l’istamina
in questi prodotti”.

