Ticino
Città della giustizia, non tutto è perduto
Redazione
07.06.2023 07:56

Foto: ©Gabriele Putzu
Il progetto ha ancora una possibilità, ma dovrà attendere ancora ancora per conoscere il proprio destino. Bignasca (Lega): “È importante che i cittadini possano esprimersi sulla questione”. Durisch (PS): “Abbiamo chiesto tempo almeno fino a settembre”.
Sull’acquisto dello
stabile EFG per dare una nuova casa ai magistrati, la politica ha scelto di prendere
tempo. La città della giustizia dovrà quindi aspettare ancora un po' per conoscere il
suo destino. La posta in gioco, del resto, è piuttosto pesante: acquistare lo
stabile EFG, renderlo idoneo ai bisogni della magistratura e restaurare il
vecchio ministero pubblico, costerebbe ai contribuenti circa 250
milioni di franchi. Una spesa importante a cui va aggiunto un dettaglio fondamentale: non esiste alcun piano B.
Quadranti: “Un aiuto alla giustizia, non a Gobbi”
Il direttore del
Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo le polemiche degli ultimi
mesi, ieri mattina ha risposto ai quesiti della Commissione della Gestione e ha
ottenuto una parziale vittoria: il suo progetto ha ancora una possibilità,
nonché dei difensori. “Il messaggio ha tenuto conto anche di quattro-cinque
varianti che dal 2015 in avanti sono state valutate e scartate, in parte perché
i costi erano simili e in parte perché non si andava negli immobili di proprietà
dello Stato”, spiega ai microfoni di Ticinonews il granconsigliere PLR e
relatore del rapporto Matteo Quadranti. “Questa è quindi la soluzione che si è
presentata. Non si tratta di un aiuto a Gobbi, che non ne ha bisogno, bensì di un
aiuto che noi riteniamo di dover dare alla giustizia, la quale lo chiede da
tempo”.
Bignasca: “Fondamentale che a decidere sia il popolo”
Per la Lega dei ticinesi,
invece, la questione è chiara: una spesa simile deve ottenere il via libera dei
contribuenti. “Per noi è importante uscire dalla commissione della Gestione e
andare in aula di fronte al Gran Consiglio”, afferma il capogruppo Boris
Bignasca. “Se il Parlamento darà luce verde, sarà poi fondamentale chiedere il
referendum finanziario obbligatorio e far così decidere il popolo per questa
spesa e per quelle ad essa correlate, che hanno un importo attorno ai 200-250
milioni”. Se per far esprimere i cittadini sarà quindi necessario dare assenso
formale “penso che il gruppo potrebbe orientarsi in questo senso”.
Durisch: “Se si desidera una convergenza, allora ci vuole anche su altri temi”
Possibilista anche il
partito socialista, ma a condizioni chiare. “Noi abbiamo chiesto tempo almeno
fino a settembre, perché vogliamo vedere anzitutto l’atteggiamento della
commissione anche sulle misure di compensazione della cassa pensione”, precisa
il capogruppo del PS Ivo Durisch. “Vogliamo vedere i tagli ai servizi prestazioni
che usciranno e a quel punto decideremo il sostegno o meno all’acquisto dello
stabile. Diciamo che se si desidera una convergenza, allora ci vuole anche su
altri temi”.

