Viabilità
Cornaredo, il Tf boccia la maxi rotonda sul Cassarate. Lombardi: “Una tegola, ma non tutto è perduto”
Redazione
08.01.2026 19:18

Foto: Agenzia NQC/Ticinonews
Il capo dicastero sviluppo territoriale di Lugano spera che il Tribunale cantonale amministrativo possa venire incontro alle necessità della Città e dei Comuni interessati. "Non bisogna ricominciare necessariamente da zero e impiegare altri dieci anni".
Il Tribunale federale ha parzialmente
accolto il ricorso dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) contro il
progetto di sistemazione viaria di Cornaredo, bloccando di fatto l’avanzamento
della cosiddetta “Porta Nord” di Lugano. In particolare – riferisce il Corriere
del Ticino – i giudici hanno criticato la grande rotatoria prevista sopra il
fiume Cassarate. Secondo il Tribunale, tale rotatoria non può essere
considerata a tutti gli effetti un’opera di attraversamento del corso d’acqua,
poiché serve soprattutto a distribuire il traffico sulla stessa sponda e solo
marginalmente a collegare le due rive. Il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM)
e il Cantone non avrebbero svolto una ponderazione completa degli interessi, né
valutato adeguatamente l’impatto ambientale. Il dossier torna ora al TRAM per
nuovi accertamenti, con il rischio di ulteriori ritardi di anni, o persino di
dover ripensare il progetto. L’ATA chiede di ripartire da zero con una pianificazione
più rispettosa dell’ambiente e del benessere dei cittadini.
Lombardi: "Non tutto è perduto"
“Evidentemente, la
Città di Lugano e i Comuni di Canobbio e Porza, che insieme costituiscono l’agenzia
‘Nuovo quartiere di Cornaredo’, aspettavano da tempo questa decisione e la
speravano favorevole”, afferma ai microfoni di Ticinonews il capo dicastero
sviluppo territoriale di Lugano, Filippo Lombardi. “C’è una certa
delusione, perché questi lavori dovrebbero partire, e noi sappiamo che ci sono cose che stanno accadendo in quella zona, a cominciare dall’apertura imminente del
polo Sportivo e degli Eventi. Motivo per cui attendevamo con ansia la decisione”. Valutando bene, però, “forse non tutto è perduto; non bisogna
ricominciare necessariamente da zero e impiegare altri dieci anni". Gli
atti vengono infatti rimandati al TRAM "che, ci auguriamo, potrà venire incontro alle
necessità della Città, dei Comuni - e anche
del Cantone – in tempi abbastanza brevi. Come detto, non tutto è perso, ma al momento siamo di fronte a una
tegola”.
"Valuteremo eventuali misure"
Le aperture previste andranno comunque avanti, con l’inaugurazione
dell’Arena sportiva prima e del palazzetto poi. Mantenendo fino ad allora
l'attuale sistema viario, vi è il pericolo di un certo caos. “Il rischio esiste, per questo da tempo si insisteva sul fatto di poter proseguire", riprende Lombardi. "Vedremo in futuro, d’accordo con il Cantone, quali misure temporanee possono essere eventualmente adottate per alleggerire la problematiche. Le questioni
verranno discusse nei prossimi mesi tra il nuovo quartiere di Cornaredo, i tre Comuni
interessati e il Cantone".

