Crisi energetica
Costi decuplicati sul libero mercato
Teleticino
26.08.2022 10:14

Foto: © CdT/ Chiara Zocchetti
Chi ha scelto di acquistare energia in questo modo si trova in una difficile situazione. Il presidente della Camera di commercio: "I rischi per le aziende sono enormi".
L’aumento dei prezzi dell’energia preoccupa le aziende ticinesi
che quest’anno si trovano a pagare bollette decisamente più care, anche 10
volte più salate rispetto al passato. “Chi ha avuto il coraggio di stipulare
dei contratti a medio-lungo termine avrà una certa sicurezza sul costo, sebbene
rispetto all'anno scorso sarà nettamente più elevato, si parlava di 3-4 volte
in base al consumatore”, ha spiegato il presidente della Camera di commercio
del Canton Ticino Andrea Gehri. “Chi ha scelto di andare ad acquistare sul
mercato libero ora si trova confrontato con aumenti che possono essere 10x il
prezzo.”
I rischi attuali del libero mercato
Dal 2009 i grandi consumatori di energia hanno la possibilità di rifornirsi
sul mercato libero, accettando un maggior rischio imprenditoriale, ma al tempo
stesso beneficiando, in momenti di buona, di prezzi più favorevoli rispetto al mercato
vincolato. Un’opzione scelta da oltre il 65% di aziende ed enti pubblici il cui
consumo supera i 100mila kilowattora l’anno, 20 volte quello di una famiglia di
4 persone. Ma ora chi deve discutere i nuovi contratti rischia il salasso. “I
rischi per le aziende sono enormi, ci sono aziende che attraverso l'energia
basano il loro prodotto e quindi la loro produzione se il costo energetico è un
fattore determinante per il costo del prodotto, a livello di concorrenza
internazionale siano veramente messi in cattivo stato”, ha continuato Gehri.
Le opzioni sul tavolo
Fra le opzioni ci sarebbe una deroga all’attuale quadro normativo
che impedisce a chi ha scelto di rifornirsi sul mercato libero di tornare sul
mercato vincolato. “Bisogna dire che queste aziende hanno fatto una scelta
imprenditoriale assumendosi dei rischi”, ha detto il presidente Unione svizzera delle arti e mestieri Fabio
Regazzi. “Per diversi anni hanno avuto condizioni buone adesso la situazione
si è chiaramente capovolta. Una possibilità è quella di fare in modo che si
conceda di nuovo la possibilità a queste aziende di ritornare presso le aziende
di servizio pubblico, cosa al momento non possibile. Si tratta di una
situazione Straordinaria che richiede misure particolari e soprattutto
transitorie e in questo momento potrebbe anche essere giustificata ma difficile
sapere se sarà praticabile.”

