Imprese
“Evitate il telelavoro per i frontalieri”
Redazione
27.01.2023 17:24

Foto: © Cdt/Crinari
Dal 1° febbraio se un frontaliere residente nei comuni di confine effettuerà anche un solo giorno intero di telelavoro, diventerà tassabile in Italia sull’intero ammontare del reddito. Aiti consiglia quindi di evitare questa pratica.
“È ragionevole sospendere o comunque non mettere in atto il
telelavoro per i frontalieri”. È quanto scritto dall’Associazione industrie
ticinesi (Aiti) alle imprese associate Farma
Industria Ticino (FIT) e Associazione ticinese industria orologiera (ATIO.
Ricordiamo che l’Agenzia italiana delle entrate ha stabilito che dal 1°
febbraio 2023 se un frontaliere
residente nei comuni di confine effettuerà anche un solo giorno intero di
telelavoro, esso diventerà tassabile in Italia sull’intero ammontare del
reddito, perdendo di fatto lo
statuto fiscale di frontaliere. Faranno eccezione i giorni in cui saranno
parzialmente occupati da casa. In sintesi, la porzione di reddito dei giorni
lavorati da remoto in Italia viene assoggettata a tassazione esclusiva in
Italia.
Il contesto
Svizzera
e Italia hanno deciso di concludere il 31 gennaio 2023 l’applicazione
dell’accordo amichevole del 18-19 giugno 2020, che prevede regole speciali e
provvisorie in materia di imposizione del telelavoro e dello smartworking. L’auspicio,
si legge in un comunicato, “era e rimane quello che Svizzera e Italia
sottoscrivano un nuovo accordo amichevole per regolare il telelavoro fra i due Paesi,
impedendo fra l’altro penalizzazioni dal punto di vista fiscale sia dei
lavoratori frontalieri sia delle imprese svizzere”.

