Lavoro
FFS Cargo, "In futuro ci saranno altre misure. Il Ticino potrebbe essere coinvolto"
Redazione
20.05.2025 21:01

Foto: ©Carlo Reguzzi
Lo ha dichiarato oggi il direttore Alexander Muhm. "Ora negozieremo con i nostri clienti. Alla fine sono loro che stabiliscono quanto traffico generare".
La notizia
circolava da settimane e questa mattina è arrivata l’ufficialità: FFS cargo
taglia 65 posti di lavoro in Svizzera e la scure colpisce in modo pesante il
nostro cantone. 40 sono i posti a tempo pieno che andranno persi. Per dare di
persona la notizia ai dipendenti è arrivato oggi in Ticino il direttore
Alexander Muhm. Nel comunicato stampa delle ferrovie in italiano è scritto nero
su bianco che non ci saranno licenziamenti. Lo conferma ai nostri microfoni lo
stesso direttore, a cui abbiamo chiesto come si concretizza questa intenzione. “Lavoriamo
sulla fluttuazione e sulla demografia”, ci dice Muhm. “Nel futuro prossimo
molti dipendenti andranno in pensione e non dobbiamo dimenticare che le FFS hanno sempre bisogno di personale, perché il traffico viaggiatori e
l’infrastruttura crescono". I tagli toccano il personale impiegato in
locomotive, manovre e controlli tecnici. Vista la situazione critica del
mercato del lavoro in Ticino, tra le soluzioni per il personale potrebbe
esserci la proposta di un impiego oltre Gottardo. “Ci farebbe piacere se
qualcuno avesse voglia di spostarsi in altre regioni”, sottolinea Muhm. In
Romandia, ad esempio, “abbiamo una carenza di personale, ma questo sarà un
punto che verrà discusso con i dipendenti”.
"Abbiamo perso molto volume"
La misura comunicata
oggi rientra nel progetto di ridurre i costi di 60 milioni entro il 2033. Attualmente
il deficit del settore è di circa 12 milioni l’anno, per un fatturato di 18
milioni. “Abbiamo perso molto volume negli ultimi anni e non siamo riusciti a
coprire i costi con le nostre tariffe. Il motivo è questo ed è arrivato il
momento di consolidarci”. La politica svizzera spinge però da anni sul
trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia. Ci si chiede se queste
chiusure non rischino di vanificare gli sforzi... “L’obiettivo del trasferimento
riguarda il traffico di transito, non quello interno e il nostro compito di FSS non è quello di eseguire una politica di trasferimento, ma di garantire una
copertura dei costi”, replica il direttore. E proprio per
rientrare nelle cifre nere potrebbero arrivare altre decisioni drastiche, che
potrebbero colpire di nuovo il Ticino. “Sì, ci saranno altre misure, perché ora
negozieremo con i nostri clienti. Alla fine sono loro che stabiliscono quanto
traffico generare e a dipendenza del risultato di fine anno, ci saranno delle
conseguenze sulle collaboratrici e i collaboratori”. Il Ticino “potrebbe essere
coinvolto, lo scopriremo alla fine dell’anno”, termina Muhm.
Il Sev: "Una vergogna"
Il sindacato
Sev reputa questa decisione “una pura e semplice vergogna”, afferma a
Ticinonews il segretario Thomas Giedemann. “FFS cargo vuole praticare continue
riorganizzazioni, tra l’altro i posti di lavoro toccati adesso sono solo
l’antipasto di un progetto che si chiama 'Genesis', che mira a tagliare ulteriori
centinaia di posti di lavoro. Noi siamo assolutamente contrari alla perdita di questi posti”. Anche
perché "siamo convinti che questo mette in pericolo il futuro dell’azienda
stessa”.

