Proteste
"Giù le mani dalle pensioni": proteste in piazza e tensione in Gran Consiglio
Redazione
14.12.2022 17:50

Foto: Immagine Ticinonews
La Rete in Difesa delle Pensioni ErreDiPi ha organizzato una manifestazione davanti a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona per ribadire il proprio malcontento sul taglio delle pensioni dei dipendenti cantonali. Interrotti per oltre un'ora i lavori parlamentari.
Dopo Lugano, è il turno di Bellinzona. Una folla di persone si è riunita attorno alle 17.30 davanti a Palazzo delle Orsoline, in Piazza della Foca, per partecipare alla manifestazione organizzata da ErreDiPi, la Rete in Difesa delle Pensioni, per protestare contro i tagli delle pensioni dei dipendenti dello Stato. Ricordiamo che oggi, attorno alle 12.30, si è già svolta un'azione di protesta al piazzale del Liceo Lugano 1.
Interrotti i lavori parlamentari
"Stop al taglio delle pensioni", "-40% in 15 anni. E non è il prezzo della benzina", "Giù le mani dalle pensioni". Sono solo alcuni degli slogan esposti su cartelli e striscioni dalle circa 1'000 persone presenti in piazza. I dimostranti hanno anche "avvolto" Palazzo delle Orsoline con una lunga rete arancione da cantiere. All'interno della struttura, dove è in corso una seduta del Parlamento, i lavori sono stati interrotti per oltre un'ora. Il motivo? Il gruppo leghista ha chiesto all’ufficio presidenziale di esporre formalmente denuncia per cauzione dato che i manifestanti hanno "circondato" il palazzo e, secondo i deputati leghisti, non si poteva né entrare né uscire. Dal canto suo, la presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia ha detto che quanto successo oggi "ha generato in alcuni deputati preoccupazione e malessere". Transennare l’entrata a palazzo "contribuisce un impedimento ai lavori e alcuni parlamentari si sono sentiti urtati". L’ufficio presidenziale, ha concluso, "condanna fermamente quanto accaduto”.

La procedura che fa discutere
Negli ultimi giorni, ErrediPi ha contestato la decisione del Consiglio di Stato di aver messo sotto inchiesta disciplinare due insegnanti attivi nella Rete in Difesa delle Pensioni. Le accuse mosse verso i due docenti è di aver utilizzato l’indirizzario di posta elettronica dell’amministrazione cantonale per "inviare informazioni relative alle attività messe in campo contro il draconiano taglio alle rendite pensionistiche degli affiliati all’IPCT". Un'accusa respinta dalla Rete che ha definito l'imputazione come "un atto palesemente intimidatorio".
“Ridurre il tasso di conversione”
Fabrizio Sirica, copresidente del Partito socialista, ha detto ai microfoni di Ticinonews che ciò che si deve fare ora è "ottenere una compensazione alla riduzione del tasso di
conversione". Questo si può fare "aumentando i contributi versati dal datore di
lavoro sul capitale pensionistico”. Come PS “ieri abbiamo chiesto
al Dfe di dare un chiaro segnale che si vuole andare nella direzione di non
ridurre le prestazioni”. È in corso una discussione tra Consiglio di Stato e parti
sociali e in questa discussione “occorre trovare una quadra. Il prossimo passo
deve essere un messaggio del Governo, in gennaio-febbraio, nel quale si dica come si
intende compensare la riduzione del tasso di conversione”.

