Edilizia
"I motivi per una manifestazione non c'erano"
Teleticino
17.10.2022 19:23

Foto: © CdT/Gabriele Putzu/Ticinonews
Il direttore della Ssic Ticino Nicola Bagnovini accusa i sindacati organizzatori della manifestazione di oggi di strumentalizzazione.
"Fa specie vedere una manifestazione di questo tipo per un settore che presenta il contratto collettivo più performante per i lavoratori in tutta la Svizzera". È sorpreso Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori (Ssic) Sezione Ticino, di fronte alla vasta manifestazione che ha avuto luogo oggi in tutto il Paese, Ticino incluso. E il dito è puntato direttamente contro i sindacati organizzatori: "I lavoratori si sono mobilitati anche grazie a ciò che i sindacati sono andati a raccontare", dichiara a Ticinonews. "Hanno parlato addirittura di lavoro su chiamata, ma nessun impresario costruttore ha mai pensato a una cosa del genere".
Bagnovini conferma che la sua categoria, nelle trattative per il nuovo contratto nazionale mantello, ha "chiesto un po' di flessibilità in più sugli orari di lavoro, ma per esempio il conteggio complessivo delle ore lavorate in un anno non cambia. La flessibilità richiesta serve solo a meglio gestire i periodi nei pressi di ponti e vacanze natalizie. I motivi per una manifestazione del genere quindi non ci sono". A giocare un ruolo nella richiesta di maggiore flessibilità sugli orari di lavoro c'è pure, ci spiega il nostro interlocutore, la necessità di rispondere alle richieste dei committenti del settore pubblico, che spesso richiede il lavoro a regime speciale (notturno, serale o festivo).
"I sindacati hanno strumentalizzato"
Ai nostri microfoni, Paolo Locatelli, vice segretario cantonale dell'Ocst, aveva dichiarato che gli impresari costruttori avevano chiesto "di potere lavorare anche fino a 12 ore giornaliere, 48 ore settimanali" e di "diminuire lo stipendio di 1'000 franchi agli over 50 per garantire loro il diritto al pensionamento anticipato". Bagnovini però rispedisce le accuse al mittente: "Non è assolutamente vero. I sindacati hanno usato pure lo spauracchio del pre-pensionamento, che non è oggetto del rinnovo di cui si discute. Questi elementi sono stati strumentalizzati: i sindacati sanno benissimo che, in estate, un operaio non ha più una resa accettabile dopo otto-nove ore di lavoro. Non è nell'interesse di nessuno spingere la giornata lavorativa oltre le 9 ore".
L'intervento completo a Ticinonews

