Ticino
"I tagli annunciati da Tamedia sono un chiaro segnale che il mercato è in difficoltà"
Redazione
28.08.2024 07:55

Alessandro Colombi, Ceo del gruppo Corriere del Ticino, commenta la notizia dei nuovi licenziamenti che toccheranno il settore dei media. "Ce lo aspettavamo".
La notizia è di ieri: Tamedia
ha annunciato il taglio
di 200 posti di lavoro a tempo pieno nelle tipografie. Nelle redazioni saranno invece interessati circa 90 impieghi,
che saranno soggetti a un processo di consultazione. Per analizzare e
comprendere le implicazioni di questa situazione, Ticinonews ha interpellato il Ceo del gruppo Corriere del Ticino Alessandro Colombi. “Questa
notizia è un chiaro segnale che il mercato dei media è in difficoltà” – ci dice
Colombi –. “C’erano già stati degli indizi a inizio estate. I mesi di marzo,
aprile e maggio, solitamente positivi per la raccolta pubblicitaria,
avevano già presentato difficoltà”. A maggio-giugno, poi, “un altro gruppo importante
come CH Media aveva annunciato un taglio importante di 140 posti di lavoro”. Tamedia, essendo quotato in borsa e dovendo rispettare anche determinati requisiti di
profittabilità, “evidentemente si è trovato di fronte a questa situazione, che
ha imposto ulteriori misure di efficienza”.
“Le nuove generazioni non sono abituate a pagare per le news”
La pubblicità non
rappresenta l’unica difficoltà del settore dei media. “Il conto economico di un
editore, ai minimi termini, è composto da pubblicità e abbonamenti”, prosegue
Colombi. La pubblicità sta scendendo “ma anche le abitudini del lettorato sono
cambiate rispetto al passato, perché ci sono molte più notizie a disposizione
in formato gratuito. Devo dire che c’è un peccato originale degli editori, i
quali a inizio anni 2'000 hanno cominciato a distribuire notizie gratuitamente
e hanno abituato così il lettore a informarsi senza pagare”. In seguito sono
comparsi anche i social media “e ovviamente questo fatto non ha aiutato, ma le nuove
generazioni, in generale, non sono avvezze a pagare per le news e così si perdono
di colpo quelle che vengono chiamate gambe di sostegno al conto economico”.
La situazione nel nostro cantone
Per inquadrare quanto sta
capitando in seno al gruppo Tamedia e rapportarlo al nostro cantone, occorre
considerare che si parla di un taglio di 300 posti di lavoro, “di cui 200
direttamente legati al sistema tipografico, per cui ai centri di stampa. Ne chiuderanno
due su tre”. Novanta riguardano invece le redazioni. “Consideriamo che il nostro
gruppo ha circa quello stesso numero di giornalisti. È come se una redazione intera
di un gruppo come il nostro che ha giornale, televisione, radio e web fosse
chiusa. 90 impieghi nel settore editoriale sono un taglio importante”. Inoltre “noi
ci troviamo all’interno di un mercato piccolo, limitato e sovramediatizzato”.
Possibile sostegno dalla politica
Il problema viene comunque
preso a cuore anche dalla politica e da Berna potrebbero giungere delle buone
notizie, dato che sono in discussione degli aiuti. “Noi ce lo auguriamo
vivamente. Se nel febbraio del 2022 era stata sviluppata una legge di sostegno
ai media, ciò non è stato fatto perché qualcuno si era inventato che i media dovessero
guadagnare di più, anzi: si trattava proprio di un’ancora, di un salvagente per
sopperire a questa situazione di estrema difficoltà. E purtroppo questi sono i
risultati. Per questo motivo la brutta notizia di ieri non mi ha sorpreso: ce
lo aspettavamo”, termina Colombi.

