Ristorazione
“Il 2022 è stato l’anno della ripartenza, il 2023 sarà quello della consacrazione”
Redazione
15.05.2023 21:47

Il presidente di GastroTicino Massimo Suter guarda al futuro e alle sfide del settore della ristorazione. “Il problema maggiore è legato al costo dell’energia”.
“Se il 2022 è stato
l’anno della ripartenza, il 2023 sarà quello della consacrazione”. A garantirlo
è il presidente di GastroTicino Massimo Suter, a margine dell’assemblea
annuale. L’ottimismo non cancella però le sfide: dall’aumento dei costi al
reclutamento del personale. “Il settore ha cercato di superare il periodo in maniera
resiliente. È chiaro che i problemi che avevamo un anno fa non si sono
totalmente risolti, ma cerchiamo di trovare la quadratura del cerchio in modo
da limitare i danni”, spiega Suter ai microfoni di Ticinonews.
La questione dei costi
Il problema maggiore “è
legato al costo dell’energia, all’aumento dei costi della produttività e dei prodotti
stessi. Siamo in un periodo inflazionistico e questo si ripercuote anche sui margini
che abbiamo noi al ristorante”, prosegue Suter. “Vi è anche la necessità di
fare un ritocco verso l’alto dei prezzi, il che va a collimare con una minor
potenza d’acquisto delle persone. Bisogna cercare di fare il gioco in maniera
pragmatica, senza scontentare il cliente”.
Clientela in crescita
Venendo al capitolo affluenza,
secondo Suter il ticinese è rimasto fedele alla ristorazione locale, mentre “è
chiaro che il cliente straniero latita e ne abbiamo meno rispetto agli anni 2020
e 2021”. Del resto “si sapeva che i numeri fatti durante le riaperture Covid
non avremmo potuti mantenerli”. In ogni caso “fa piacere vedere che vi è un
aumento di clientela rispetto al 2019, anno pre-pandemico”. Anche per l’imminente
ponte dell’Ascensione “le previsioni sono abbastanza buone, a differenza di
quelle meteorologiche. Ma non ci facciamo scoraggiare”, aggiunge Suter. Nell’arco
della stagione turistica ticinese ci sono tre o quattro punti fissi e l’Ascensione
è uno di questi, “siamo quindi fiduciosi e pronti ad accogliere clienti,
turisti e, soprattutto, i nostri concittadini”.
La sfida del personale
Una delle principali
sfide con cui il settore sarà chiamato a confrontarsi è quella della
reperibilità del personale. “Nei prossimi 10 anni in Svizzera un milione di “baby-boomers”
avranno l’età per smettere di lavorare”, analizza il presidente di GastroSuisse
Casimir Platzer. Nello stesso periodo “ci saranno solo 500'000 giovani che entreranno
nel mercato del lavoro. Vuol dire che, in media, ogni anno ci saranno 50'000 persone
che mancheranno. Sarà un problema”.
“Endorsment? Lo abbiamo sempre fatto”
Volgendo lo sguardo
verso le elezioni federali, Platzer conferma che verranno fatti degli
endorsment ai partiti. “È chiaro: diremo ai nostri membri quali sono i
candidati che veramente ci hanno sostenuto a Berna, perché sono loro che bisogna eleggere per i prossimi quattro anni di legislatura”,
afferma il presidente di GastroSuisse. “Guardiamo attentamente quali parlamentari
appoggiano i temi che sono di interesse per noi”. Si può dire che i partiti un
po’ più attenti al settore siano il Centro
e quelli di destra? “È normale. Noi siamo un’organizzazione di datori di
lavoro, un’organizzazione padronale, ed è ovvio che partiti quali Centro, PLR o
UDC ci sostengano normalmente di più degli altri”, termina Platzer.

