Ticino
Il PLR vuole un’amministrazione cantonale “più efficace ed efficiente”
Redazione
05.07.2023 12:11

Una mozione dei deputati Alessandro Speziali e Bixio Caprara (PLR) chiede un miglioramento della macchina dell'Amministrazione cantonale. "L'impressione è che ogni processo diventi sempre più complesso".
Presentare un messaggio per l’avvio di una riforma dell’Amministrazione
cantonale che permetta una gestione efficace ed efficiente. È la richiesta contenuta
in una mozione inoltrata al Consiglio di Stato dai granconsiglieri liberali Alessandro
Speziali e Bixio Caprara a nome del Gruppo PLR. Gli obiettivi contenuti nell’atto
parlamentare concernono una maggiore
responsabilizzazione del collaboratore e dei quadri grazie alla definizione di
obiettivi quantitativi, qualitativi e finanziari per ogni unità organizzativa,
una migliore efficienza della macchina statale e dei
servizi erogati e, infine, una reale differenziazione tra i funzionari
meritevoli e quelli che non lo sono. La percezione anche da parte di molti
collaboratori dello Stato, si legge nella mozione, “è quella per cui
nell’amministrazione cantonale si gestisce – anziché condurre e motivare – il
proprio personale con una logica ormai superata, con un notevole
ritardo rispetto a quanto innovato a livello di Confederazione”.
Le criticità riscontrate
Secondo i mozionanti, vi è l’impressione che ogni
processo amministrativo diventi “sempre più complesso, farraginoso, poco
trasparente ed eccessivamente lungo, con il relativo corollario della crescita
dei costi di gestione”. Ciò “è peraltro riconosciuto anche dagli attori stessi
della macchina amministrativa, che svolgono attività sempre più codificate”. Questo
“toglie margine di manovra e di apprezzamento, svuotando una parte importante
dell’attività che demotiva il singolo funzionario ed è vissuto altrettanto male
dal cittadino”. Bisogna dunque “arrestare ed invertire la progressiva
deresponsabilizzazione dei funzionari”.
Complicazioni eccessive
“Tutto è sempre più complicato”, si legge ancora nell’atto
parlamentare. La procedura di domanda di costruzione, ogni variante di piano
regolatore, le domande di sussidi per ottenere aiuti a iniziative
imprenditoriali, le procedure fiscali particolari, e non solo. Il cittadino “si
deve orientare da solo mancando il concetto di sportello unico e di servizio alla
persona”. Per i mozionanti si chiedono “è tempo di correggere il tiro. Per il Governo diventa
irrinunciabile e urgente l’avvio di una fase di trasformazione anche tenendo
conto della possibilità di una progressiva digitalizzazione dei servizi”.
Le proposte
Secondo i due granconsiglieri, una riforma dell’AC dovrebbe
basarsi su criteri quali la definizione di obiettivi strategici espliciti del Governo
da declinare nei singoli Dipartimenti, una “coerente declinazione” degli obiettivi
a cascata sul singolo collaboratore a livello individuale su cui poter basare
la valutazione del personale, la definizione di indicatori quantitativi, qualitativi e finanziari che permettano
di valutare il funzionamento del servizio, la riflessione su modalità
gestionali che incrementino lo spirito imprenditoriale e l’innovazione all’interno dell’AC grazie a una maggior delega di
responsabilità e autonomia per un maggior orientamento ai risultati.

