Pigioni
In Ticino gli affitti non saliranno
Redazione
12.05.2023 23:30

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Durante il suo tradizionale incontro con la stampa, la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria ha voluto rassicurare gli inquilini: a differenza di altre regioni della Svizzera, gli affitti in Ticino non saliranno.
Negli ultimi mesi gli
interessi sono tornati a salire ed è ormai certo che il tasso ipotecario di
riferimento passerà dall’1.25 all’1.5%. Questo però, ha spiegato oggi la Camera
Ticinese dell’Economia Fondiaria (Catef), non impatterà sulla maggior parte
delle pigioni. “Quando si fa un aumento bisogna anche considerare come si sono
evoluti diversi fattori e qual è il tasso ipotecario sul quale è stata
calcolata la pigione in essere”, afferma la segretaria cantonale Catef Renata
Galfetti ai microfoni di Ticinonews. “Pertanto, per i contratti stipulati
diversi anni fa e per i quali non fosse stata ridotta la pigione a seguito
della diminuzione del tasso ipotecario, difficilmente ci sarà margine per fare
un aumento. La situazione cambierebbe se fossero stati fatti dei lavori di
miglioria o delle ristrutturazioni importanti”. In definitiva “è giusto sapere che
non c’è un automatismo ed è inutile allarmarsi prima del tempo”. Diverso
potrebbe essere però il discorso per chi ha sottoscritto un contratto d’affitto
negli ultimi tre anni. “Per coloro che sono entrati di recente, il tasso
ipotecario determinante era l’1.25%, e se dovesse salire all’1.50%, ci sarebbe
effettivamente la possibilità di procedere a un aumento”, prosegue Galfetti.
Le sfide attuali
Oltre alla questione della
dinamica delle pigioni, sono molteplici le sfide per i proprietari immobiliari:
dall’aumento dei costi di realizzazione al rallentamento della crescita della
popolazione, fino al tema sempre attuale del valore locativo. Ci sarà poi il
grande cantiere della pianificazione del territorio per cui bisognerà rimettere
mano ai piani regolatori, con il rischio latente che i proprietari vedano
ridotte le zone edificabili. Infine, la revisione generale delle stime
immobiliari. Le vie finora proposte dalla politica per far sì che l’aumento
delle stime sia fiscalmente neutrale sono due: quella popolare che chiede di inserire
il principio nella Costituzione e una parlamentare che chiede di abbassare
l’aliquota sulla sostanza all’1.25 per mille. Delle due, la Catef ritiene più percorribile
la seconda.

