Manifestazione
In tremila a Bellinzona per difendere le pensioni dei dipendenti pubblici
Redazione
28.09.2022 18:10

Il corteo organizzato per mostrare il disappunto verso il taglio dei tassi di conversione è partito dalla stazione di Bellinzona e si è fermato in Piazza della Foca.
Circa tremila persone si sono
radunate questa sera a Bellinzona per aderire alla manifestazione indetta per difendere le pensioni dei dipendenti statali. Ricordiamo che l'evento di questa sera, organizzato dalla Rete per la Difesa delle Pensioni, rientra nella mobilitazione della giornata odierna decisa per mostrare il disappunto in relazione al taglio dei
tassi di conversione, giudicato "inaccettabile".
Il corteo
Il corteo, partito attorno alle
18 dalla stazione di Bellinzona al grido di "Giù le mani dalle pensioni", è arrivato in Piazza della Foca, dove sono in corso alcuni interventi. Nel corso della marcia sono stati esposti striscioni
quali “Secondo disastro” e “Senza mezza pensione”. Presenti rappresentanti del Sindacato svizzero dei servizi pubblici (Vpod) e dell'Organizzazione cristiano-sociale ticinese (Ocst).
Quaresmini: "Siamo le persone che tengono in piedi questo cantone"
“Siamo qui per dire no a un taglio massiccio" afferma ai microfoni di Ticinonews il portavoce di Rdp Enrico Quaresmini. "Si parla
di un -40% indiscriminato perché riguarda tutte le pensioni, sia quelle medie sia
quelle modeste. Inoltre, è ingiusto che ci venga chiesto di pagare un conto che non è
nostro e che in parte stiamo già pagando, visto l'1% di risanamento ogni mese”. Quaresmini rifiuta l’etichetta di “privilegiati”
per i dipendenti del cantone. “Non siamo privilegiati e
ci sono dei dati che lo dimostrano". Infine, "non siamo 'spese a carico del
contribuente' bensì risorse: siamo le persone che tengono in piedi questo
cantone”. Se oggi gli istituti di cassa pensione non dovessero dare ascolto a
queste rivendicazioni “decideremo in assemblea giovedì prossimo come muoverci. Abbiamo in ogni caso già
deciso di prendere parte a una nuova mobilitazione”.
Il contesto
A partire da gennaio 2024 i tassi di conversione verranno ridotti, si stima, dal 6,17% fino ad arrivare al 5%. In soldoni il taglio alle rendite dovrebbe attestarsi attorno al 20%. Già nel 2013, con il passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi, le pensioni erano state ridotte all’incirca del 20%. Calcolatrice alla mano, si arriva a un taglio su per giù del 355 rispetto ad una manciata di anni fa.

